04 marzo 2009

I frutti dell'albero d'oro

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(Re Amore) “Noi concludiamo la nostra opera con un grande dono a voi che più di ogni altro vi siete meritato: è vostra la terra, vostro è il bosco: dividetene il contenuto, vostre sono le valli, le colline, gli animali tutti di cielo e di terra... fatene buona divisione. In questo tempo, ciò che vi doniamo vale dieci reami. Da ultimo dichiariamo che il palazzo, il giardino e l’albero d’oro, da oggi diventano proprietà di Brillante, della “Regina” Brillante e del “Re” Bello-senza-pari. Auguri miei Re. Cento altri Regnanti vi dovranno tributi e cento altri regni dipenderanno da voi...”

A questo punto fu allestita una cena come mai si era vista, con sorrisi e gaio vociferare. Tutti i personaggi della storia furono invitati e sedersi e a pranzare lautamente. Dopo un po’ il Raccontastorie lasciò la tavola imbandita di ogni grazia e concluse:

(Raccontastorie) “Ecco, come avete ben capito, si sta consumando l’ultimo atto... con sorrisi e tanta felicità... e anche per noi qui finisce la storia... d’ora in poi, ogni parola detta, o pensata, sarebbe una bugia...”

…dette queste parole, la Regina Brillante si alzò sopra gli altri e, giungendosi le mani, pronunciò l’ultima parola:

(Brillante) “Namaste!...”

31 dicembre 2008

2009

Lucia

Buon Anno .

31 ottobre 2008

La festa delle zucche vuote

 

Polemiche a non finire sui quotidiani odierni. La festa di Hallowen siede sul banco degli imputati, pronta a essere, giudicata. I testimoni, a favore e contro, si guardano l'un l'altro in cagnesco, e ciascuno di loro, in un breve trafiletto, dichiara (sotto giuramento) la propria testimonianza. Massimo Cacciari, giudice-filosofo, siede sullo scranno più autorevole ed enuncia la propria parzialità sulla faccenda in discussione: la festa in dovrà essere condannata senza appello.

Tutto già visto, già riproposto, tanto alla fine niente cambierà. Il prossimo anno, alla stessa data, le zucche vuote ritorneranno di nuovo a popolare strade e vetrine. Il consumismo ha una forza straordinaria, riesce a far diventare indispensabili anche le cose superflue. Un cappello da strega e una zucca di plastica diventano parte integrante della spesa odierna. Cioccolatini a forma di zucca, dolcetti con la bocca sdentata, ragni, pipistrelli e fantasmi a grandezza d'uomo...Commesse vestite da streghe (e viceversa), riempiono borse e sacchetti di antidoti anti scherzetti. Questa notte gli spiriti cattivi dovranno stare alla larga dalle nostre case, gli antidoti funzioneranno a dovere e tra loro forse rideranno di questa stupidità tipicamente umana. Quella di abboccare a tutte le esche che vengono buttate a mare.

Se questa notte, sul tavolo in cucina lasceremo un bicchiere di vino e qualche castagna lessa, alla mattina scopriremo che saranno stati consumati. Sono gli spiriti buoni, quelli che ci hanno preceduto che sono venuti a farci visita, senza chiasso, e senza lustrini gialli e neri. E dormendo sentiremo qualcosa che ci sfiora la guancia, sarà una carezza dei nostri nonni che ritornano a salutarci.

Zucca vuota. Anzi...ripiena!

zucca-ripiena

preparazione ingredienti

Tagliate un coperchio alla zucca e vuotatela lasciando metà della polpa. Eliminate i semi e tagliate a dadi il resto. Mescolate con il succo di limone un poco di sale e l'aglio schiacciato, e bagnate con questo l'interno della zucca.  Spezzettate le cipolle e fate una specie di farcia con i due tipi di carne macinata insaporita nel lardo o nel burro fatto fondere in una casseruola. Dopo aver fatto colorire l'impasto toglierlo dal fuoco e metterlo in un’insalatiera e lasciarlo raffreddare. Quindi aggiungere il prezzemolo, l'uovo intero, la polpa della zucca, il sale e il pepe cercando di amalgamare bene tutti gli ingredienti. Riempire la zucca e mettere a cuocere in forno a 200° c. per un’ora e un quarto. Alla fine, dopo aver tolto il coperchio alla zucca spolverare con formaggio e pangrattato e grigliare, fino a che  la gratinatura sarà perfetta.

  • 1 zucca 2kg circa
  • 2 spicchi d'aglio
  • succo di limone
  • 150 gr di carne macinata di maiale
  • 150 gr di carne macinata di vitello
  • 2 cipolle
  • prezzemolo
  • 20 gr di lardo o burro
  • un uovo
  • 100gr di parmigiano
  • pan grattato q.b.
  • sale e pepe

25 ottobre 2008

Proporzione

putto

Quando disponiamo di punti di riferimento è molto facile attribuire le dimensioni delle cose che vediamo. Il nostro cervello interpreta immediatamente le forme e le grandezze di tutto quello che i nostri occhi ammirano, in base ad un preciso calcolo di tutto quello  che circonda l'oggetto  che coglie il nostro sguardo. Quello che noi tutti chiamiamo putto è la rappresentazione infantile del dio dell'amore Eros, un' immagine che ritroviamo in molte circostanze, usata ed abusata  ma che  in noi suscita sempre tenerezza,  serenità e, anche aspettativa.

Le grandi opere dell'ingegno umano, ci schiacciano. Davanti al loro cospetto ci sentiamo miseri, anche la nostra capacità visiva non riesce a contenerle interamente. Questa volta, la proporzione c'è sfavorevole: siamo noi quelli piccini che devono farsi da parte storditi dalle trombe di un grosso TIR che sopraggiunge velocemente.

Proporzione degli ingredienti: manca sempre una certa quantità di "non so cosa". Centosettantacinque grammi di burro, ma il nostro panetto è già stato utilizzato per un’alta cosa, e ne rimangono solo centoventicinque grammi. Ecco la proporzione nella sua forma più crudele, bisogna adeguare gli altri ingredienti alla quantità di burro che ci rimane. Formule matematiche troppo complesse per chi, come me, ha terminato la scuola da troppo tempo (poi in matematica non ero un genio). Meglio lasciar perdere, e come di solito "vado a occhio" sicuramente il ripieno sarà troppo...o troppo poco?

Coniglio disossato, ripieno e arrotolato (secondo proporzione)

coniglio-ripieno

Disossate il coniglio: impresa ardua ma non impossibile. Il macellaio quell'unica volta ha fatto una strage, brandelli di carne frammisti a schegge acuminate: ingredienti buoni per una bomba a frammentazione non certo per una preparazione edibile.

Fate da voi. Procuratevi un coltello affilato e flessibile e una forbice da cucina. Deponete il coniglio sul dorso, apritelo tagliando lo sterno con la forbice. Togliete le interiore (fegato, cuore,reni e polmoni) serviranno per i crostini di pane. Togliete tutto il grasso e buttatelo in spazzatura. A questo punto, aiutandovi con le forbici, separate la colonna vertebrale dalle costole e con molta delicatezza, toglietela  senza rovinare la carne della schiena. Con il coltello togliete tutte le costole, una per volta, e la cartilagine in eccesso. Aprite le cosce per togliere le ossa (facile). Le ossa delle spalle sono più tenaci da togliere, bisogna farlo con attenzione per non pregiudicare il lavoro fin qui svolto con cura. Alla fine, palpare bene la carne con le mani per individuare qualche ossicino dimenticato.

Servirà un’ora del nostro tempo per eseguire quest'operazione, ma poi con l'esperienza tutto sarà più semplice.  Avremo ora, con nostra soddisfazione, la nostra bistecca di coniglio da riempire. Dopo aver pareggiato la carne per bene la ricompreremo di fette di pancetta di maiale fresca non salata, quindi delle fette di formaggio (scamorza, caciocavallo, provolone ecc.) a vostro gradimento. Finiremo con gli spinaci lessati con qualche spicchio d'aglio, sale e pepe.

Legare con lo spago da cucina e lasciar riposare un paio d'ore prima di cuocere in forno per un’ora a 170° gradi, avendo cura di rigirare di tanto in tanto la nostra preparazione.