21 agosto 2006

Formaggini che passione

I formaggini (nella nostra provincia), possono essere paragonati ad un fossile, in questo caso alimentare. Da bambino, erano una pietanza che in casa non mancava mai. C’erano quelli freschi, che si potevano mangiare conditi con olio e pepe, ma anche con lo zucchero; quelli cosiddetti passati, erano buonissimi al naturale, oppure messi sott’olio, con una foglia d’alloro e qualche granello di pepe. Chi aveva la mucca, oppure qualche capra, li preparava direttamente. Il processo di preparazione è alquanto semplice: si deve ottenere una cagliata naturale dal latte parzialmente scremato, si mette poi la cagliata nelle forme, e poi queste su di un asse inclinato in modo che perdano il siero. Si può altresì (dopo aver fatto scolare la cagliata) confezionarli direttamene a mano. Oramai purtroppo non si fanno più in casa, l’industria ha preso il sopravvento. Esistono ancora, nel Canton Ticino produzioni famigliari: particolarmente famosi quelli della valle di Muggio, che meritano di essere conosciuti al pari dei formaggi più nobili.

-La buca l’è mai straca se la sa nò de vaca-

2 commenti:

Gloricetta ha detto...

"La bocca non è mai stanca se non sà di vacca" Bei formaggini!!! Io che adoro tutti i formaggi e i latticini in genere prima o poi mi cimenterò nel formaggio casalingo. Purtroppo non ho nozioni ho riminiscenze di tradizioni famigliari da sfruttare e avrò bisogno di una consulenza. Glò

sergiott ha detto...

Complimenti la traduzione è perfetta!

a presto.