09 ottobre 2006

acqua dolce 1



La cucina lombarda, a differenza della cucina d’altre regioni italiane, cambia in modo radicale da città a città; potremo sicuramente definirla una cucina locale. Saldamente aggrappata al territorio, ne utilizza esclusivamente i prodotti locali, da qui la differenza tra le varie città, ma anche tra i vari paesi. La cucina comasca, si avvale delle innumerevoli risorse che la natura (geologica e climatica) mette a disposizione. In primo luogo metto senz’altro il lago (Lario), la sua presenza, condiziona fortemente il clima, ci dona autunni bellissimi ed inverni temperati, ma anche primavere piovose. La bontà delle nostre verdure è impareggiabile, il prezzemolo locale ha un profumo inconfondibile, così le carote, le cipolle, e tutti gli odori degli orti. Il lago ci dona anche la sua risorsa principale, la pesca ( agoni, alborelle, cavedani, lavarelli, pesce persico, ecc.), per ognuno dei pesci presenti nel lago, la cucina popolare ha inventato più di una ricetta, che io definisco “ricette d’acqua dolce”.
La più indicativa, è forse la più “povera”: utilizza l’alborella, un piccolo ma saporitissimo pesce che vive in branco, utilizza le nostre verdure ( cipolle, carote, sedano), e l’aroma dell’alloro.
Si accompagna con il nostro “pane antico” la polenta, immancabile da sempre sulle nostre tavole.

Alborelle in carpione con polenta:

Ingredienti:



Alborelle
Carote
Cipolle
Sedano
Foglie d’alloro
Chiodi di garofano
Bacche di ginepro
Olio (per friggere e per il carpione)

La quantità degli ingredienti, deve essere calcolata in maniera assolutamente personale, come del resto si fa in ogni famiglia comasca.

Procedimento:


Friggere i pesci, precedentemente puliti ed infarinati, in olio extravergine, e metterli ad asciugare su carta assorbente.
Fate appassire in olio tutte le verdure, precedentemente tagliate abbastanza finemente.
Aggiungere gli odori e le spezie, e coprire con aceto bianco, lasciar bollire un minuto.
Versare la marinata bollente su le alborelle, che avrete disposto a strati in una pirofila e precedentemente salato.
Il giorno dopo, saranno buonissime.
Accompagnare con fette di polenta grigliate con tomino o altro formaggio.



6 commenti:

LaCuocaRossa ha detto...

ecco!!! piatto povero lacustre!!! non so se hai letto, ma nel mio post sul migliaccio napoletano ti avevo ricordato i misoltini (mamma mia che salatiiiiii) con la polenta...
ed ecco comparire un piatto analogo!!!

Francesca ha detto...

che bontà sergio mmmm;P

graziella ha detto...

Qui da noi il pesce d'acqua dolce si usa molto poco, vista la vicinanza del mare e questi pesciolini non li conoscevo, ma la polenta quella sì che ci unisce!

anna maria ha detto...

Conosco pochissimo la cucina del nord - è ora che mi dia una mossa, non trovi? Mi alletta l'uso di quelle spezie con l'aceto balsamico...

Gloricetta ha detto...

Arborelle in carpione anche qui...arrivano dal fiume Trebbia.
Non le ho mai provate con la polenta, ma sò per certo che il gusto brusco dell'aceto ci stà una meraviglia.Una mia amica bergamasca, mette l'aceto sulle salamelle fatte alla griglia e le accompagna con una bella fetta di polenta.Glò

sergiott ha detto...

cuocarossa>> per i missoltini farò un post dedicato!
francesca>> bontà garantita sia per il sapore del'alborella, ma anche dell'accostamento con polenta e formaggio.
anna maria >> benvenuta! ti lascio un commento sul tuo blog
graziella>> non ti ricordano un poco le sarde in saor?
gloricetta>> essendo una ricetta "povera" il gusto forte del carpione, accompagnava tanta polenta. Provale sarai sorpresa!

per tutti A presto