27 settembre 2006

Ipercolesterolemia


Ipercolesterolemia: diciotto lettere che un buongustaio non vorrebbe mai sentire. Faccio quattro conti:, sommo il mio tasso di colesterolo, con quello di Laura; sottraggo l’anno corrente, ed eccomi catapultato suppergiù intorno alla data della scoperta dell’America. Perché proprio a me? che cosa ho mai fatto di male? Il medico non commenta, e con un ghigno sarcastico mi porge quattro fogli: “Segua scrupolosamente quello che c’è scritto ci vediamo tra due mesi”. I quattro fogli, descrivono minuziosamente come sarà la mia vita, appunto per i futuri sessanta giorni; sembra la sceneggiatura di un film diretto da Dario Argento. Lo sconforto mi assale, però cerco di trovarne qualche vantaggio. Forse, (trattandosi di malattia professionale) una piccola pensione d’invalidità me la daranno, oppure un assegno d’accompagnamento (al ristorante) ma non, ci faccio conto. Il libro del mangiare sano, è al suo posto, e mai toccato da mano umana, comincio a sfogliarlo: foto? niente, la stesura delle ricette sembra tratta direttamente dai “bugiardini” che si trovano nelle confezioni dei medicinali, semplicemente disgustoso! Perché nessuno si prende la briga di scrivere un bel manuale per i disgraziati come me? Ma io sono un cuoco, o perlomeno lo sono stato (tre anni in trattoria), e con l’aiuto di chi vorrà, mi metto al lavoro.

Ravioli (dietetici) con ricotta e funghi.

Ingredienti, dose per tre persone:

Farina 00 …………………….… 200 gr
Uovo ………………….….…….. 1
Yogurt magro……………………..qb.
Ricotta…………………….….….150 gr. Circa
Funghi (porcini, freschi o surgelati)..150 gr.
Aglio
Olio evo
Sale pepe.

Procedimento:

Fare una sfoglia con la farina. L’uovo e lo yogurt, che farete riposare come il solito. Con un velo d’olio e aglio (a piacimento) trifolare i funghi, salare e pepare e lasciare freddare. Aggiungere ai funghi la ricotta, in modo di ottenere una farcia piuttosto asciutta, se si vuole un poco di noce moscata non guasterà. Tirare la sfoglia alla giusta misura per i ravioli, e riempirli con la farcia.
Per la salsa, avremo conservato una certa quantità di ripieno che allungheremo con l’acqua di cottura dei ravioli, fino ad avere la densità voluta. Una spolverata di polvere di fungo, sarà il tocco finale.

Commenti alla ricetta (dietetica):

Laura: “ Mmmm…Mmm….Mmm…”
Dario: “ Slurp..Slurp…”
Io: (espressione di soddisfazione trattenuta).


Grazie all'aiuto di tulip, ecco pronto il calcolo delle calorie:
Per persona
kcal 670
Proteine 24,6 g
Grassi 27,7 g
Carboidrati 80 g

21 settembre 2006

Finestre


Gli occhi, sono lo specchio dell’anima…le finestre, sono gli occhi della casa. Passeggiando, specialmente nei piccoli paesi, mi piace gettare uno sguardo furtivo nelle finestre socchiuse delle case. Mi piace coglierne l’essenza, i profumi, gli odori che emanano da esse, specialmente in certe ore della giornata. Al mattino si sente sempre un profumo “pulito”, di faccende di casa, di cera data di fresco. Verso mezzogiorno, il profumo del cibo, è una costante comune: il soffritto che sfrigola (sic!) nella padella, l’odore del pane ancora tiepido di forno, e il profumo dell’arrosto che t’inebria. I nostri Blog sono come delle finestre aperte che lasciano trasparire immagini, sapori, e con la fantasia anche profumi e odori di cose buone. Quando visito i miei Blog, è come se facessi una passeggiata attraverso un paese familiare; incontro la finestra di Cat, con i suoi meravigliosi fiori sul davanzale, la finestra della cucina del ristorante di Berso, e sento il vociare affaccendato di cuochi e sguatteri che preparano il servizio del mezzogiorno. Poco lontano quella di danielad, e mi sembra di sentire il rumore che fa la lama dei pattini su un lago gelato… o saranno i fichi che friggono nell’olio? Da un'altra traspare una luce intermittente, un azzurro delicato. Sagome di persone raccolte intorno ad essa, come intorno ad un moderno focolare, forse è Graziella che prepara le tagliatelle con la zucca. La finestra di Gloricetta la riconosco subito, ha qualcosa di familiare, chissà quante volte, (quando ero più giovane), ci sarò passato. Una piccola casa, con la finestra affacciata sul mare, odore di basilico e focaccia, che delizia. Passando dalla casa di Acilia, m’inebria sempre un aroma intenso e misterioso, e il cuore diventa più leggero (chissà cosa metterà in quelle sue sorelle panciute). Intravedo Mattop, alle prese con strani ingredienti che non conosco ma che m’incuriosiscono. Kjaretta, le nostre case sono così vicine, ma non vedo ancora nessuno scoiattolo di terracotta nel tuo giardino. Da un’altra Francesca m’insegna a fare il pasticcio di miglio, e mi mostra le sue bellissime foto scattate ad Amsterdam. Alla fine della passeggiata, la finestra di fiordizucca e quella di orchidea che si specchiano su paesi lontani e ne diffondono l’odore dell’origano e della maggiorana. E si vorrebbe sempre continuare, chissà quante altre finestre quanti nuovi odori, quante diverse esperienze, ma la stanchezza chiama. Domani …forse… un’altra strada…

15 settembre 2006

Arawak


Il mago del grill, é un manuale che non dovrebbe assolutamente mancare negli scaffali degli appassionati della griglia e del BBQ.
L’autore: S.Raichlen (americano DOC), ci introduce, con dovizia di particolari e grande professionalità, in questo mondo, dove moltissime persone praticano l’hobby per la griglia e il barbecue.
Oggi scelgo branzini arawak.. I nativi delle isole caraibiche (appunto gli Arawak), utilizzavano da sempre un metodo di cottura particolare: su un fuoco che emanava un fumo aromatico, cucinavano il pesce appoggiandolo su di una griglia di legno. Per insaporirlo usavano aromi tipici, in modo particolare: certi peperoncini piccantissimi tipici del posto. Questo metodo, che oramai uso da anni, si è dimostrato sempre efficace; tantevvero che “Arawak” è diventata una parola comune, nel nostro lessico famigliare.

Ingredienti:

Branzini o orate,
Spicchi d’aglio
Peperoncini freschi
Sale grosso
Pepe nero
Succo di lime
Cipolla o scalogno
Prezzemolo
Timo (fresco o essiccato)
Pimento
Olio

La quantità degli ingredienti può variare secondo il gusto personale.

Procedimento:

Dopo aver ben pulito i pesci, praticate dei tagli su entrambi i lati. Tagliate sottilmente le cipolle e i peperoncini. Mettete il tutto in un mortaio, e lavorate fino ad ottenere una massa omogenea (regolatevi con l’olio e il succo di lime). Mettete a marinare i pesci con la vostra salsa, avendo l’accortezza di farla penetrare bene nelle incisioni, che avete fatto. Fare marinare non meno di due ore. Cuocere sulla griglia o sul barbecue.
Servire con un poco di marinata che avete conservato, e fette di lime.

12 settembre 2006

I fiori



Non esiste nulla di più piacevole che ammirare la bellezza della natura in tutte le sue forme.
Un cielo al tramonto, la rugiada sull’erba, le montagne innevate, il mare in tempesta…i fiori, che fanno parte della nostra vita, spesso passano inosservati. La loro presenza tuttavia influisce sempre positivamente sul nostro stato d’animo. Una composizione sul tavolo del ristorante, ci rasserena ed è un augurio per quello che verrà. Negli orti, assieme alle verdure, ci deve sempre essere uno spazio per loro; cosicché le nostre visite oltre ad essere proficue, saranno sicuramente più piacevoli.
Anche nelle nostre case (ne sono certo) non mancherà mai un fiore. Ammiriamolo, godiamolo, e prima che abbia svolto il suo compito… una foto, e la sua bellezza rimarrà sempre con noi.

08 settembre 2006

Variazioni sul tema



I panini per panini visti sul blog di gloricetta, mi hanno attratto moltissimo, così ho deciso di mettermi alla prova.
Ho seguito alla lettera tutto il procedimento, persino la pesatura esatta degli ingredienti. Tuttavia una variazione sul tema mi è venuta spontanea. Le foto dei panini, mi ricordavano, chissà perché, le mie vacanze giovanili nei paesi mediorientali; così ho pensato che un tocco d’oriente non potesse guastare. In un pentolino di coccio, ho stufato una cipolla con olio e semi di cumino, e con quella ho farcito i panini, dopo aver fatto un taglio alla pasta con un coltello affilato, per avere una tasca che ho allargato per bene.
Forno statico (ha precisato Glo), dodici minuti esatti a 220 gradi, e i panini fragranti e profumati, sono stati l’accompagnamento della cena serale.

Ps: Penso che vada benissimo per il meme di Graziella

04 settembre 2006

Uzbekistan


La storia è complicata, forse travagliata è il termine esatto, incomincia in Uzbekistan e finisce a casa mia. Il personaggio principale è Stefano, il quale lavora per un importante fabbrica di elettrodomestici, e beato lui, gira il mondo e vende la tecnologia per la costruzione degli stessi. Nel suo ultimo viaggio, appunto in Uzbekistan, fa una scoperta singolare: il melone “uzbeko”. La decisione di portarne un paio in Italia è coraggiosa, dato che i meloni pesano qualche chilo ognuno, e oltretutto sono merce deperibile; poi, dico io: come la mettiamo con la dogana? Un bell’imballo di legno, la loro targhetta regolamentare e i meloni, per la prima volta nella loro vita, salgono su un aeroplano, destinazione Italia. Naturalmente negli scali, qualche bagaglio si perde sempre, tocca proprio a loro, ma fortunatamente sono ritrovati - il suo bagaglio è stato ritrovato – dice l’addetto, - maaa… sono dei meloni!- conclude esterrefatto. Tutto bene quel che finisce bene, i meloni sono a destinazione. Mai regalo mi è stato più gradito, e data la loro vicissitudine, penso che me ne ricorderò per tutta la vita.
Di simili non ne avevo mai visti, sembrano un incrocio tra il melone classico e quello invernale, hanno un profumo soave e un sapore dolcissimo, sembra che siano stati innaffiati col miele.

Bavarese di melone uzbeco aromatizzata al vino delle cento foglie:

Ingredienti:

Panna freschissima……………gr. 350
Polpa di melone……………...…gr. 250
Zucchero al velo……………......gr. 125
4 fogli di colla di pesce
Mezzo limone.

Procedimento:

Fate ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda. Frullate il melone, unite lo zucchero e il succo di mezzo limone, mescolando sino a quando lo zucchero sarà ben sciolto. Far fondere la colla di pesce, in due cucchiaiate d’acqua, poi lasciatela intiepidire e aggiungetela al composto. Lasciate riposare per 30 minuti, indi aggiungete la panna montata, mescolando delicatamente dall’alto in basso e viceversa. Versate tutto in uno stampo, che avrete bagnato con sciroppo di frutta (io ho usato il vino alle centofoglie), qualche colpetto per assestare il tutto, e via nel freezer almeno un ora.
Servitela come vi pare, tanto nessuno farà caso all’estetica.