La storia è complicata, forse travagliata è il termine esatto, incomincia in Uzbekistan e finisce a casa mia. Il personaggio principale è Stefano, il quale lavora per un importante fabbrica di elettrodomestici, e beato lui, gira il mondo e vende la tecnologia per la costruzione degli stessi. Nel suo ultimo viaggio, appunto in Uzbekistan, fa una scoperta singolare: il melone “uzbeko”. La decisione di portarne un paio in Italia è coraggiosa, dato che i meloni pesano qualche chilo ognuno, e oltretutto sono merce deperibile; poi, dico io: come la mettiamo con la dogana? Un bell’imballo di legno, la loro targhetta regolamentare e i meloni, per la prima volta nella loro vita, salgono su un aeroplano, destinazione Italia. Naturalmente negli scali, qualche bagaglio si perde sempre, tocca proprio a loro, ma fortunatamente sono ritrovati - il suo bagaglio è stato ritrovato – dice l’addetto, - maaa… sono dei meloni!- conclude esterrefatto. Tutto bene quel che finisce bene, i meloni sono a destinazione. Mai regalo mi è stato più gradito, e data la loro vicissitudine, penso che me ne ricorderò per tutta la vita.
Di simili non ne avevo mai visti, sembrano un incrocio tra il melone classico e quello invernale, hanno un profumo soave e un sapore dolcissimo, sembra che siano stati innaffiati col miele.
Bavarese di melone uzbeco aromatizzata al vino delle cento foglie:
Ingredienti:
Panna freschissima……………gr. 350
Polpa di melone……………...…gr. 250
Zucchero al velo……………......gr. 125
4 fogli di colla di pesce
Mezzo limone.
Procedimento:
Fate ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda. Frullate il melone, unite lo zucchero e il succo di mezzo limone, mescolando sino a quando lo zucchero sarà ben sciolto. Far fondere la colla di pesce, in due cucchiaiate d’acqua, poi lasciatela intiepidire e aggiungetela al composto. Lasciate riposare per 30 minuti, indi aggiungete la panna montata, mescolando delicatamente dall’alto in basso e viceversa. Versate tutto in uno stampo, che avrete bagnato con sciroppo di frutta (io ho usato il vino alle centofoglie), qualche colpetto per assestare il tutto, e via nel freezer almeno un ora.
Servitela come vi pare, tanto nessuno farà caso all’estetica.