E’ oramai passato un
anno, e voglio ricordare con le immagini che mi passano spesso nella mente, la nostra tournée in Albania .
Grua, (voci di donna tra onde di terra) ci ha dato momenti di gioia incommensurabili , che probabilmente, resteranno nelle nostre menti
per lungo tempo; ma quei giorni (ne sono certo), saranno sicuramente incancellabili.
Quelle giornate passate insieme, hanno avuto il potere di rendere
“complici” persone di età diverse, di diversa estrazione culturale e diversa nazionalità. La complicità, nei componenti di una compagnia di teatro, è una magia; riesce a trasformare le difficoltà, le incertezze, e la stanchezza, e le rende sopportabili, anzi… le cancella.
Dalla parola
pane, deriva il termine
compagnia, e di conseguenza la parola
compagno ( colui con il quale si divide il pane), e in quei giorni, oltre al pane, abbiamo condiviso tutto, comprese le camere d’albergo, ma si badi bene, dopo una certa ora, donne da una parte e uomini dall’altra.
Qualcuno di noi mi disse: “ho avuto tanti momenti di felicità nella vita, ma una settimana di felicità continua non l’ho mai avuta”, mi associo pienamente, e cerco di descrivere alcuni di quei momenti.
L’ odore del ferro e delle macchine, nell’ officina dei fratelli Pifferi, e dopo lo spettacolo, come di solito il buffet , e la trippa che Antonio prepara in maniera insuperabile.
Il furgone, soprannominato “Ballerini 85 euro” che ha portato la nostra scenografia, per tutta la durata della tournée, (e anche l’Antonio che lo preferiva all’autobus).
Le rappresentazioni al teatro Arsenale di Milano, e la facilità di posteggio del “ballerini 85 euro” ( sempre davanti all’ingresso del teatro), cosa rarissima in centro a Milano.
La pioggia battente, che ci avrebbe lasciato solo in Calabria.
L’ingresso in autostrada, come punto del non ritorno.
Il primo albergo, bellissimo: e dire che Gigi diceva che avremmo dormito sulle panchine.
Palazzo San Gervasio all’orizzonte, la nostra prima meta.
Il secondo albergo, una topaia: forse Gigi aveva ragione.
La chiesa piena di persone, gli applausi, il discorso del sindaco, il parroco che si accoda, e Elio che non vuole essere da meno.
Bruno, alla guida del “ballerini 85 euro”, da quel momento diventano compagni inseparabili, Tarci navigatore e Antonio passeggero.
La cattedrale di Rende, una chiave che non vuole uscire dalla toppa, la pioggia che ricomincia, un carrozziere onesto, solo 10 euro.
Elio, stanchissimo, deve dormire e non sa che tutti gli altri non lo faranno: “ perché non me lo avete detto (seguono varie madonne e santi)”; da quel momento non dormirà più.
Il porto di Bari, la cattedrale di Bari, i supermercati di Bari, la dogana di Bari…. Il traghetto parte da Bari.
La traversata del mare nostrum: non si può e non si deve dormire, grande festa sul ponte, ingredienti: riti tribali giovanili, bottiglie di vario genere, Sergio ( il regista) che a tratti dirige. Poi il “rossetto della felicità” che colpisce tutti, anche il barista greco-albanese.
La dogana Albanese: no-comment.
Tirana, un incrocio tra il Cairo e Istambul, polvere e clacson ovunque, qualche moschea c’è, delle piramidi nemmeno l’ombra.
Scutari, (la temuta) mancano le luci di scena, ma lo spettacolo va benissimo, segue discorso dell’ambasciatore, o di chi per esso.
Si replica…. La dogana Albanese, lo stesso traghetto, le stesse bistecche le stesse cabine (poco usate), il porto di Bari, la dogana di Bari.
Il “ballerini 85 euro” trattenuto, mancano i documenti (maledetta volpina), partirà solo dopo due giorni. Un uomo solo al comando: Bruno. (gran coraggio e grande incoscienza).