
La frenesia degli acquisti natalizi è oramai terminata, presto inizieranno i saldi invernali, ma i preparativi per il rito pagano di S. Silvestro sono nel pieno del loro svolgere: “Che cosa fai per l’ultimo?” questa immancabile, ripetuta domanda attanaglia ciascuno di noi. Dovrei semplicemente rispondere: “Niente…” ma temo sempre lo sguardo compassionevole del mio interlocutore, allora rispondo che devo ancora decidere tra diverse opportunità, mentendo indegnamente anche a me stesso.
Non amo le cose codificate, preconfezionate, precotte e prenotate, amo le sorprese inaspettate, amo ritrovare un amico dopo vent’anni, amo chiacchierare con gli sconosciuti, amo i miei amici (matti e squilibrati).
Amo il mio rifugio virtuale, anche se non so governarlo come vorrei, e oggi lascio l’ultimo segno di questo pazzo, incomprensibile anno che sta passando.
Faraona in crosta di sale
La faraona alla creta è un piatto storico, la tradizione l’attribuisce addirittura ai longobardi che usavano questo metodo di cottura nei loro insediamenti.
Questa variazione, al posto della creta, usa una crosta di pasta di sale, più igienica e più facile da lavorare.
Ingredienti per la pasta di sale
500 gr di farina
500 gr di sale fino
2 albumi
Aromi e spezie a piacimento (io uso le erbe di provenza).
Impastare il tutto sino a formare una massa omogenea, lasciare riposare coperta per un paio d’ore.
Procedimento
Pulire, fiammeggiare e legare la faraona dopo aver messo nel suo interno un’arancia pelata a vivo, spennellare la faraona con altro succo d’arancia; spianate col matterello la pasta di sale, fino ad ottenere la misura che vi sembrerà giusta per ricoprire la faraona; saldate bene tutte le giunture aiutandovi con un poco d’acqua.
Non buttare i ritagli di pasta avanzata: serviranno in seguito per sigillare eventuali aperture che potranno formarsi.
Mettere il “sarcofago” in forno a 180° ed aspettare due ore.
Portare in tavola la faraona nel suo guscio e tagliarlo al momento (attenzione al grasso che fuoriesce), un aroma intenso inonderà tutta la stanza.





