16 gennaio 2007

Violini di capra




Bresaole e violini, recita la scritta che si trova sulle vetrine di numerosi negozi e macellerie percorrendo la strada che porta in Val Chiavenna; senz’altro qualcuno penserà che i negozianti della valle siano un poco matti, niente paura da quelle parti si sa si tratta di violini di capra: un salume autoctono che si produce proprio da quelle parti, insieme alle più rinomate bresaole e alle slinzighe.

In montagna, l’allevamento del maiale non è molto redditizio, meglio le capre, adatte a sfruttare i pascoli poveri, e capaci di arrampicarsi nei dirupi per sfruttare ogni filo d’erba.
L’ingegno e la capacità dei macellai locali, hanno dato vita a questo splendido salume, la cui forma ricorda proprio un violino che si suona senza il consueto archetto ma con un coltello ben affilato.
Le cosce sono salate e aromatizzate con segretissime misture, che ogni produttore conserva gelosamente, sono poi irrorate di vino, quindi messe a stagionare.

Bisogna affettarle direttamente in tavola, e si accompagnano bene con il pane di segale e un bicchiere di ottimo Valtellina.

3 commenti:

Gloricetta ha detto...

Non ho mai avuto il piacere di assaggiare questo salume. Mi documenterò su dove è possibile reperirli. Glò

sergiott ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sergiott ha detto...

ciao Glo: è molto difficile trovarlo fuori dai luoghi di origine, anche perchè la produzione dello stesso è assorbita dal consumo locale.