11 aprile 2007

Paglia e fieno





L’orto di famiglia non è ancora entrato in produzione, gli ultimi ritorni di freddo hanno bloccato (per il momento) la nascita delle prime inalatine. Ma i prati sono pieni di fiori e di germogli di nuove erbette. E’ meglio approfittarne subito: Tarassaco, ortica, boraggine, mentuccia dei prati e verzette, formano, tutte insieme, un mazzetto bellissimo; ed oltretutto sono erbe commestibili piene di sostanze rivitalizzanti per il nostro fisico.
Con questi nuovi germogli possiamo allestire mille preparazioni: gustose frittate, un ripieno per la torta Pasqualina, mangiarle crude mischiate alle insalate, naturalmente tralasciando l’ortica, gustosi risotti e in svariati altri modi.

Paglia e fieno con erbette del prato

Raccogliere in un prato “sicuro” le erbette fresche, dopo averle ben lavate datele un colpo di vapore; frullatele con pochissimo olio e pochissima sale. Con uova e farina preparare una bella sfoglia per le tagliatelle, una parte lasciata naturale e l’altra colorata con il frullato di erbette. Io trovo che il condimento ideale sia: burro e salvia, ma sicuramente ciascuno di noi potrà condirle a piacimento.

Con questo piatto ho bevuto una Falanghina del Sannio e ho trovato l’accostamento ideale.




10 commenti:

magic ha detto...

Quali sono le verzette? Conosco molto bene tutte le altre.
Sono forse quelle in basso a sx, con lunghe foglie verde tenero?
Un mio giardiniere le chiamava con un termine dialettale, ma mi diceva che se le mangiava lessate, insieme ai germogli del luppolo (chiamato "tam" in dialetto dell'alta brianza).
Sai qual'è il nome scientifico?

sergiott ha detto...

ciao magic: sono proprio quelle che hai individuato.
Sono buonissime, in brianza sono sempre state usate nelle minestre e nelle frittate. Linneo le classifica come: Cucubalus Behen.

ciao

chiara ha detto...

Molto appetitosa la tua paglia e fieno!! Complimenti anche per il tuo blog molto ricco di ricette buone e gustose!

Kja ha detto...

Davvero romantica l'idea di raccogliere le erbette e farne una sfoglia all'uovo, ricetta che ricalca in pieno i toni autentici della tua cucina, sempre legata al territorio.
Qualche giorno fa mi sono cimentata con il mio primo carpione di lavarelli e agoni; stasera si assaggia; il parere che aspetto e` proprio quello della nonna.

Orchidea ha detto...

Bellissima ricetta... mi piace molto.
Ciao.

cat ha detto...

Ma quanto sono buone le erbette di campo? ma la boragine l'hai seminata? dai miei se la sono pappata tutta le capre in un'incursione nello'orto.
vedrai cosa ti combino con gli schioppettini nel prossimo post, saluti golosi cat

sergiott ha detto...

benventuta a Chiara una nuova amica.
Un salutone alla mia amica "svedese"

Kja: voglio assolutamente sapere come è venuto il carpione.

ciao Cat: la borraggine si è diffusa da sola, come la gramigna.
Gli schioppettini: da noi si chiamano "verzitt" che io ho italianizzato in "verzette".

a presto

Acilia ha detto...

Concordo con la cara Kja: questa ricetta ricalca in pieno i toni autentici della tua cucina e il consueto sapore di cose genuine.
L'idea di avere un orto mi ha sempre affascinata e ha sempre stuzzicato il mio immaginario di bambina.

Approvo il condimento burro e salvia; forse ci aggiungerei una spruzzata di foglie di tè alla mandorla.

sergiott ha detto...

cara aclia: approvo sempre questi tuoi tocchi magistrali.
Non conosco il té alla mandorla, ma immagino un aroma primaverile che incanta.

max - la piccola casa ha detto...

Che bella idea, proprio lunedì ero per i prati sopra genova e osservavo le foglie di tarrasaco e tutte le altre erbette selvatiche, ma come uno scemo non le ho colte... la prossima volta (il 25 aprile si avvicina, e dopo la cerimonia alla Benedicta si va sui prati) le colgo e provo la tua ricetta!!