04 maggio 2007

Clematide Vitalba
(panini al veleno)



Tutti i segreti del bosco che conosco, non sono frutto di studio o quantomeno di letture professionali: sono invece “sapienza” tramandata, spesso carpita ad altre persone.
La fortuna di vivere in un piccolo borgo circondato da boschi, ha in seguito affinato questa mia passione nascosta.
Le erbe, le piante, i fiori, tutti amici comuni, li incontri passeggiando; alcuni si fanno riconoscere a distanza dal loro inconfondibile profumo, altri invece non si fanno notare, si confondono con altre specie, amano essere desiderati. Questa è la stagione dei germogli, e spesso passeggiando, mi capita di vedere, qualcuno chino a raccogliere qualcosa, a quel punto non riesco resistere, devo vedere, controllare, condividere, imparare:
“questi sono gli spinaci selvatici, sono buonissimi gratinati col parmigiano” indica con un gesto il lato del cestino, e mischiati ad essi, vedo dei germogli di pungitopo, che non si dovrebbero raccogliere (specie protetta).
Di Clematide Vitalba , invece raccoglietene quanta volete, è una pianta rampicante che cresce in qualsiasi luogo, specialmente se trova un appoggio sul quale aggrapparsi. La parte apicale dei suoi fusti flessuosi è gustosissima, leggermente amarognola e delicatamente aromatica.

Panini con la Clematide
Dose per sei panini

200gr di farina 00
200gr di farina Manitoba
Lievito di birra (disidratato)
Olio extravergine (un filo)
Semi di papavero q.b.
Sale, acqua


Per il ripeno

Un bel mazzo di germogli di vitalba
Guanciale di maiale
Birra q.b
Fontina q.b.
Sale, pepe



Mischiare le farine con il lievito e un filo d’olio, aggiungere acqua tiepida ed ottenete un bel impasto asciutto, che metterete a lievitare per qualche ora.
Tirate l’impasto sottile, per ottenere 12 dischi dello spessore di mezzo centimetro che riempirete con le vitalbe che avrete soffocato in un tegame con il guanciale tagliato a cubetti e la birra. Aggiungete anche dei cubetti fontina che accompagna piacevolmente il gusto delle vitalbe.


20 commenti:

magic ha detto...

Anch'io la conosco, ma sapevo anche di una certa tossicità:

http://www.piante-e-arbusti.it/vitalba.htm

Forse però colta giovane, giovane....

un reduce delle termopili ha detto...

carissimo sergiott
i tuoi panini mettono davvero appetito !!! ma come si fa a riconoscere la vitalba? a non confonderla con la cicuta? si sviluppa anche sui terreni rocciosi, oppure la si trova solo nei prati? o solo nei boschi? per esempio, è consigliabile anche sulle uova al tegame (che io adoro), ben dorate? grazie per le risposte... perdonami, so che troppe domande ti distolgono dai tuoi preziosi fornelli (rigorosamente a carbone)...
un abbraccio

sergiott ha detto...

caro magic:la persona che me la fece conoscere mi disse: "non bisogna esagerare, può dare mal di testa". Io personalmente l'ho sempre mangiata e non ho avuto mai nessun disturbo.

caro "reduce": la puoi trovare sulle strade assolate della Beozia, agrappata ai muri dei giardini pensili di Babilonia,
non ti puoi confondere: chiedi ai bambini che fumano di nascosto i suuoi tralci secchi.
Sulle uova al tegame è proprio una delizia.

Bye.

cat ha detto...

sapevo dell'usanza di mangiare i germogli della vitalba, ma so anche che è una ranuncolacea, e il succo della pianta adulta provoca ustioni e irritazioni. Forse con la cottura le tossine di distruggono, così come si distruggono le tossine dei ranuncoli seccandosi nel fieno...ma adesso la curiosità è troppa, è partita la caccia! saluti golosi cat

sergiott ha detto...

ciao cat: ...vuoi dire che ho combinato un casino dei miei?

Da verifice fatte, scopro che la vitalba è consumata anche in altre zone.
Un carissimo amico (siciliano) dice che la conosce e la mangia regolarmente.

Se scopri qualcosa di grave fammelo sapere, così saprò una volta per tutte la causa della mia "demenza precoce".

Gloricetta ha detto...

Ma per caso si tratta dei germogli del luppolo che da queste parti si chiamano "vartis"? Io ho giusto quelli... raccolti ieri da mio papà e ci farò una bella frittata oppure "ris e vartis". Glò

flo ha detto...

guardare questo paninone dopo aver mangiato il solito misero tramezzino per prazno, non e' proprio la cosa piu' bella del mondo!!! ;) mi hai fatto venire una vogliaaaa...sia di panino che di verdura!!! ;9
ciao!!!


( ti ho lasciato un commento sul post del piatto unico!!)

graziella ha detto...

Questi panini sofficioni sono una bellezza!
Io la vitalba non l'avevo mai sentita nominare! Vedi che si impara sempre qualcosa?

sergiott ha detto...

cia glo:ieri ho raccolto i ruvidi germogli del luppolo, da noi si chiamano "loertis", e assomigliano un poco alla vitalba.

ciao flo:i panini sono buonissimi, attendo solo di saperne un poco di più riguardo alla vitalba dall'amico Cat.

Ciao graziella: mia mamma che è una veneta (di asiago) me la cucinava sempre , fin da ragazzino.

per tutti: cambio il titolo del post.

chiara ha detto...

...qui da noi li chiamiamo Rafani e io li trovo davvero una delizia...
sul mio blog ne ho parlato un po di tempo fa...descrivendo che il modo migliore per gustarli è proprio un bel paninO!! http://monolocaleincentro.blogspot.com/2007/03/rafani.html ..sono gli stessi no? :)

cat ha detto...

via libera alla prelibatezza amarognola: tutti i libri che ho consultato dicono che i germogli della vitalba sono commestibili, ma quanto amari sono? cat
mi ero dimenticato...anch'io fumavo le liane secche della vitalba con mio fratello - pessime! con quel loro aspetto e gusto di stechette di liquerizia carbonizzate! ma ci sembrava di essere tom sawyer e hucleberry fin :o)

Acilia ha detto...

Faccio colazione con te oggi :-)
Buongiorno Sergiott caro.

La "sapienza" tramandata è l'unica che conosco, l'unica che mi conquista.
Ho imparato insieme a mio zio a cogliere la rucola in campagna, la domenica mattina.
La Clematide non l'avevo mai sentita, ma i panini sono molto invitanti.

Un abbraccio al profumo di latte e cereali

Anonimo ha detto...

Beh i luartis sono un'altra cosa. Da noi si cucinano in frittate o risotti. Invece i germogli di Clematis proprio non sapevo fossero commestibili! Ringrazio per la dritta e spero di riuscire a provarli al più presto. Nico

x_pIOVE ha detto...

scusate l' OT :
Ciao sergiott, che tipo di problemi hai a lasciare commenti sul nostro blog? Cosi' controllo... manda pure 1 mail : l'indirizzo lo trovi nella nostra HP .. grazie

nini ha detto...

mmmm, che orrore!!!
ma che tortura devo sopportare .. vedere questo sublime panino con la..porchetta?Mangio tutti i germogli, ma poi attacco la farcitura!

sergiott ha detto...

cat: risolto l'enigma, vai in cerca di vitalbe, sono sicuro che il loro sapore ti piacerà.

Acilia e sempre un piacere immenso averti ospite.

cia nico, benvenuto.

x_piove, problema risolto come avrai notato.

nini, credi che quando io vedo le prelibatezze che prepari, non sopporti la stessa dolcissima tortura?

a presto.

Anonimo ha detto...

Caro Sergio, la ricetta del panino mi piace molto. Non vedo l'ora di andare a cercare i germogli sui colli euganei. Chiederò a qualche contadino di indicarmeli e come si chiamano in veneto. A proposito, i germogli di luppolo qui sono i BRUSCANDOLI, si usano per risotti e frittate. Ho un dubbio riguardo la cottura del panino: devo inserire la verdura tra due dischi di pane crudi e poi cuocere, o farcirli dopo la cottura? Saluti a tutta la famiglia. Linda e Andrea

sergiott ha detto...

ciao linda: devi saltare in padella i germogli con olio e pancetta, quindi inserirli nella pasta cruda e poi cuocere.

ciao.

Tatiana ha detto...

Buona ricettina da provare adoro le vitalbe:P di solito faccio delle frittatine oppure saltata come la bietola :))

Ricette ha detto...

Ottimo blog! Complimenti! Ricette buone e gustose!

http://www.ricette-dolci-ricette.com
http://www.le-ricette.it