12 maggio 2007

Freezer


Il frigorifero è come la metropolitana, contiene provviste che fanno un viaggio breve. Qualche volta avanzi i quali, in genere, soggiornano per poco tempo e quasi sempre destinati alla fermata “spazzatura”.
Nel frigorifero tutto è a portata di mano, ogni cosa ha (o dovrebbe avere) il suo posto assegnato. Come nei più moderni mazzi di trasporto tutto è automatizzato. Aprendo la porta la luce si accende; una ventolina , di tanto in tanto, si mette in azione generando una circolazione d’aria che fa stare bene i nostri cibi. C’è persino un reparto adatto per i cibi particolarmente delicati, tipo bussines class, che oltre ad avere una temperatura ideale è anche saturo di ioni d’argento rilasciati da una capsula che non si consuma mai.
A volte, il suo ronzare tipico e intervallato da atri borbottii e gorgoglii ,sono gli automatismi che si mettono in funzione, tolgono la brina, la trasformano in acqua che poi sarà evaporata.

Il congelatore, invece è come un treno merci: pieno di derrate accatastate alla rinfusa. Niente luce, niente ventola, niente “ioni d’argento”, niente di niente, solo freddo assoluto.

Il congelatore, perlomeno il mio, necessita di una sbrinatura annuale la quale viene sempre protratta all’inverosimile.
Il libretto d’uso del congelatore dice: “togliere gli alimenti dal congelatore, metterli in un luogo freddo (possibilmente in un altro congelatore), affinché non si interrompa la catena del freddo. Togliere la spina, lasciar aperto la porta e aspettare che la brina si sciolga “.

Ovviamente, non ho a disposizione un secondo congelatore, pertanto prima di effettuare l’operazione cerco di consumare più roba che si può. Mi aspetta la settimana del “surgelato”. La prima operazione consiste nell’inventario; quante sorprese: almeno tre scatole di piselli incominciate e mai finite, altrettanto per i fagiolini e una confezione di gamberi dove non si legge la data di scadenza, saranno i primi in gradienti della: “settimana del surgelato”.

Quattroequattrotto

Gamberi, una confezione
Piselli, avanzi di tre confezioni
Fagiolini , un tot.
Cipolla, aglio
Olio , sale, pepe
Vino bianco

Soffriggere dolcemente la cipolla, e uno spicchio d’aglio ( che poi toglierete), unire le verdure prima scongelate, cuocere qualche minuto allungando con del vino bianco secco; unire i gamberi scongelati, alzare la fiamma per far prendere colore, sale e pepe a piacimento e se si vuole fiammeggiare con cognac.
Condire una pasta del formato che desiderate. Buon appetito!

7 commenti:

Anonimo ha detto...

questa volta voglio essere il primo: amico mio, andiamo verso le similitudini, eh? sicuramente azzeccate sul passaggio dei cibi in casa... peccato che i "mazzi" di trasporto fanno pensare più alle rose (o altri fiori, specialmente di campo) che ai treni! caro amico, non volermene e come pilato lavati le mani (non per cucinare): ma quando ci insegnerai a fare un buon purè di patate - ovviamente - di montagna?
alla prossima

Anonimo ha detto...

e voglio essere anche il secondo: oggi Cantù è una città importante: alle 13 c'era in giro Fassino mentre io mi cucinavo un nodino...
e, in questo momento, Sgarbi muove i primi passi sulla piazza nuova: io, per merenda, intanto, mi crogiuolo col timo doratissime uova...
MI domando: ma come faremo a mandar giù chi ci governa?
semplice, con un buon bicchiere di Averna...

sergiott ha detto...

benedetti siano i refusi, se danno luogo a commenti divertenti come i tuoi.
Probabilmente mi sarei accorto (del refuso) e avrei fatto una correzione, ma adesso non posso più farlo, vanificherei il tuo primo commento.
Quanto al puré di patate, ovviamente di montagna, prima o poi ti insegnerò a cucinarlo in modo magistrale; e lo mangeremo accompagnato da agnello allo spiedo, all'ombra delle mura di Ilio, ragionando di questa guerra (secondo commento) che non avrà mai fine.

p.s. averna? l'amaro?

ciao stela.

Anonimo ha detto...

d'accordo, ma ricordati che purè
(o passato di patate) si scrive con l'accento grave... iomoi.. moi ...iomoi...moi...
un abbraccione... ricordati anche che io morirò per un errore di stampa

graziella ha detto...

Che impresa svuotare il freezer!!!!!!!
C'ero quasi riuscita, ma c'è sempre qualcosa che vuol esser conservato sotto zero!
La pulizia è protratta a data da destinarsi!

graziella ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Puré ha detto...

All'Anonimo saccente e spocchioso:
"puré" viene dal francese "purée" (participio passato femminile di "purer") e l'accento è acuto come in "frappé" e "separé"; inoltre, dal momento che ti va di trollare, ricordati che le maiuscole dopo il punto fermo (nonché in punto fermo stesso), o comunque all'inizio di una nuova frase, non sono un optional, e sorvolo sul tuo scioglilingua probabilmente imparato all'asilo di "Omoi (e Karui?)!"
OWNED ;-)