15 maggio 2007

A volte...


A volte basta un niente per far felice qualcuno. A volte la semplicità prevale sull’elaborazione. Basta un attimo per arrivare al cuore: un sorriso, una parola, un alito di brezza in una serata afosa, rappacificano l’animo. Rinuncio volentieri a qualsiasi complicazione che può portare affanno, fatica, incomprensione.

Il gioco, vale la candela? Oppure: la candela, vale il gioco? Niente di tutto questo, amico mio. A volte dobbiamo avere il coraggio di rinunciare. Rinunciare a noi stessi, per rendere felici gli altri. Capire quando serve un semplice caffelatte invece di….

3 commenti:

gigi ha detto...

poeta e filosofo...
e questa riflessione per chi l'hai scritta?
e la ricetta del caffelatte dov'è?

sergiott ha detto...

Per un amico "testone", che fa finta di non capire, o forse non capisce proprio qual deve essere il daffarsi.


ciao, gigi?

mariolino semplice ha detto...

ancora con cane e gatto che aspettano un bocconcino di pane inzuppato: a quando una buoina pastasciutta pomodoro e basilico?
quanto pomodoro? quanto basilico?
e poi, olio o burro? grazie per la risposta