08 agosto 2007

Clairette de Die


Un mio vecchio concittadino (Plinio il vecchio), ne parlava già ai suoi tempi di questo vecchio e originale processo produttivo che da luogo alla nascita del Clairette de Die.
Raccogliere i grappoli maturi, appunto moscato e clairette, sottoporli ad una leggerissima pressatura per far sì che i microscopici funghi presenti sui grappoli rilascino i loro fermenti. Una prima fermentazione a bassa temperatura, la seconda, che dura circa 12 mesi, avviene in bottiglia proprio come lo Champagne, ma senza aggiunta di lieviti esterni o alcuna correzione finale del grado di dolcezza. Questo metodo di vinificazione viene chiamato ancestrale: aggettivo che risale ai nostri antichi antenati.
Con questo metodo tuttora utilizzato dagli abitanti della zona di Die nel dipartimento francese della Drome, si ottiene questo vino frizzante piacevole da bere, con un retrogusto di frutta bianca che incanta.

Purtroppo descrivere un vino è molto difficile, il gusto è una prerogativa personale, le sfumature di sapore di profumi, così ben descritte da sommelier professionisti, a noi mortali a volte sfuggono.
Invece il territorio, le vigne, le persone che producono queste meraviglie non hanno bisogno di sommelier che le rappresentino, noi tutti le vediamo, sentiamo sulla nostra pelle il calore dei luoghi, godiamo il profumo dei campi, e siamo sicuri che gustando i loro prodotti introduciamo in noi un sorso della loro cultura.

Brindo a voi tutti con questo femminile e gioviale vino, l’accompagno con uno sbalorditivo pain d’epices che Laura (mia dolce consorte) prepara con magistrale bravura.


Ingredienti:

  • 250 g di miele
  • 250 g di farina
  • 100 g di zucchero
  • 1 bustina di lievito chimico
  • 1 bustina zucchero di vaniglia
  • 1 cucchiaio da caffè di anice verde
  • 1 cucchiaio da caffè di noce moscata macinata
  • 1 cucchiaio da caffè di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaio da caffè di quattro spezie
  • 2 uova
  • 10 cl di latte

Preparazione:

Fate scaldare 250 g di miele in una casseruola o alle microonde, versatelo molto caldo in una ciotola su 250 g di farina, mescolata ad una bustina di lievito chimico, lo zucchero e un cucchiaio da caffè di ogni spezia: anice verde, noce moscata in polvere, cannella e zenzero.

Mescolare questa preparazione con un cucchiaio di legno, incorporando poco a poco due uova, poi un poco di latte tiepido per amalgamare il tutto.

Preriscaldare il forno a 160 gradi.

Versare la preparazione in una forma per plum cake ben imburrata e infarinata . Infornare e cuocere 1h - 1,15h. Lasciar raffreddare completamente prima di togliere dalla forma. Aspettare 24 ore prima di degustarlo (se avete pazienza). Si conserva, benissimo, per una settimana avvolto in carta d’alluminio, o riposto in un barattolo di latta ermetico.

9 commenti:

la BESTIA ha detto...

per un sorso di quel vino
per un morso di quel pane
la BESTIA corre da te
la BESTIA vola da te
la BESTIA striscia da te
la BESTIA si nasconde da te
la BESTIA squittisce da te
la BESTIA ruggisce da te
la BESTIA PARLA da te
e dice tutto

sergiott ha detto...

Caro amico, stai tranquillo non sono di quelli che abbandonano le loro bestie ai bordi delle autostrade.

cio stela

Francesca ha detto...

e ci lasci senza la ricetta del magistrale pan di spezie? Io che ancora non ho deciso quale ricetta provare, potrei fare proprio quello della tua brava consorte Laura.

sergiott ha detto...

cara francesca: proverò a sbirciare sul libro delle riccette di Laura se trovo le istruzioni.

ciao

Giovanna ha detto...

mi unisco a francesca ... la ricetta del pan di spezie??

Francesca ha detto...

grazie!

CoCo ha detto...

Che buono che sembra questo pan di spezie complimenti alla tua consorte ed a te per il blog lo sto leggendo con molta attenzione ci sono spunti interessanti. Grazie per esser passato dal mio blog così ho potuto conoscerti

sergiott ha detto...

coco>Ti ringrazio per la puntualissima risposta.

a presto.

nini ha detto...

Adoro questi dolci, belli profumati,.. e buoni col caffè!!