13 agosto 2007

Crotti

Portoni che si aprivano su antri oscuri. Questa era la visione che si presentava davanti ai nostri occhi di bambino, quando, accompagnati dai nostri padri, andavamo alla visita dei Crotti.
Il più frequentato, in paese, era il Crotto Italia, era gestito da una lontana cugina dei miei genitori.
Gli avventori abituali, quasi tutti del posto o dei paesi limitrofi, erano tutte persone di una certa età. Si ritrovavano per una partita a carte e per godere il fresco e la pace che il luogo dispensava.
Ora, si sa che il Crotto è il marito della Grotta, e da buon maschio, naturalmente disdegna l’acqua e ama il vino. Proprio di vino erano stracolme queste cavità naturali che penetrano nei resti di antiche frane. All’interno di essi, spira costantemente una corrente d’aria (Sorèl) che mantiene costante la temperatura sia in estate che in inverno; pertanto luoghi ideali per la conservazione del vino, ma anche dei salumi e dei formaggi.
Le ordinazioni erano frugali: vino, servito nelle classiche scodelle che gli avventori si passavano l’un l’altro, un tagliere (ass del lard) con i formaggini, che dovevano camminare da soli, per essere al punto ottimale di stagionatura e raramente qualche salamino o la pancetta di maiale salata.
Per noi bambini c’era la gassosa (con la baleta), la biglia che veniva spinta all’interno per poterla gustare. Se i genitori erano di buon umore, e naturalmente ciò accadeva dopo qualche ora di permanenza, anche un sorso di vino nostrano.
Oramai questi luoghi della memoria, grazie alle stramaledette leggi igenico-burocratiche sono tutti chiusi al pubblico, o sono stati trasformati in eleganti ristoranti finto-rustico, con prezzi da capogiro e menù che niente hanno a che vedere con la tradizione dei Crotti.
Ogni anno, si celebrano sagre a postuma memoria, e per queste occasioni i Crotti vengono riaperti al pubblico, sono celebri le manifestazioni che si tengono a Stazzona e a Chiavenna, ma anche nel vicino Canton Ticino.

I ticinesi, per loro fortuna, sono radicati alla tradizione, pertanto i Grotti ( questa volta con la g.) sono tenuti in maggior considerazione, sono (quasi) sempre aperti e riescono a mantenere una certa tradizione una cucina tipica, dispongono di solito di un piazzale esterno, dove si può mangiare sotto gli alberi. Vi si servono solitamente piatti nostrani: salumeria tipica, salame e mortadella, minestrone, trippa, risotto, pesci in carpione, vitello tonnato, polenta col brasato, coniglio, cazzoeula, funghi, formaggi e formaggini, zabaglione, torta di pane. Dal boccalino o dal tazzino si sorseggia Merlot nostrano o magari anche Barbera con la gassosa.

Un ultimo sguardo, all’architrave del portone del Crutun de la Derta, dove un maestro scalpellino ha scolpito a grandi lettere l’antico detto:
Buon mariuol che sà il latino, loda l’acqua e beve il vino

10 commenti:

ser hobbit ha detto...

ancora zero commenti dopo 2 giorni?
c'è da pensare, amico mio, che chi ti segue non conosce i crotti, o addirittura li teme...
a metà settembre, lasciata l'engadina con la mia famiglia per partecipare all'assordante amore dei cervi, passata la dogana e prima di chiavenna, giriamo a sinistra "crotto del quartino": è un momento obbligato: stufa e camino accesi, piastra fumante di costine, polenta che si sta rimestando e, in attesa, piatti a volontà di salumi del posto...
vino ad hoc, 6/7 euro a testa...
(a Cantù, per questi soldi, non ci sediamo neanche nella peggior pizzeria)..............
un abbraccione infinito.........
[ti sto scrivendo dal tonale: la pc card di alice tim, come vedi, funziona e sono ovunque (anche nei boschi) collegato a internet]
riprende l'abbraccio infinito....

sergiott ha detto...

ciao sergio> I crotti, sono roba da "vecchi" come noi.
Questo post, avrei dovuto farlo in autunno, quando l'euforia da spiaggia era cosa dimenticata.
ps. dunque un nuovo amore? Alice??

Acilia ha detto...

Io non ho mai nutrito un'euforia da spiaggia e ho trovato molto interessante il tuo post. Sarò mica vecchia (dentro)?!
Mi piace sempre la tua maniera di raccontare.

sergiott ha detto...

Cara Acilia: La vecchiezza (sic) è il più grande dono che madre natura dispensa a noi poveri mortali.

Del resto, non c'è alternativa: se si vuole vivere a lungo, bisogna necessariamente invecchiare (fuori e dentro).

Poi... ci sono delle persone che io giudico senza età; sono aperte le iscrizioni al Club.

a presto.

lorenzo cairoli ha detto...

Sergiott,
sono a Como anch'io. Mi aspettano per un buffet srilankese in un ristorante che ha aperto da nemmeno 2 settimane. E' la mamma di Ramesh, ricorda la storia del vigile dalla pistola facile? Stasera fotografo e poi ci scrivo su un paio di pezzi.
Indirizzi di crotti, per il Cairoli, ne hai?

sergiott ha detto...

Lorenzo parla di una storia triste, di razzismo e di intolleranza sfociata poi in una tragedia.
Per quanto riguarda i crotti, ti consiglio un capatina nel vicino Canton Ticino.
Dai un occhiata su Internet e scegli quello che più ti piace.

ciao

berso ha detto...

Che belle cose. Danoi c'erano locali in cui servivano il salume sulla carta e il vino in ciotola come da voi.
Mio padre mi racconta spesso che rubava le bottiglie vuote di gassosa per romperle e appropriarsi della pallina, usata poi per giocare a "cic e spàna". Lui aveva quelle in argilla, ma quando gliele "ciccavano" (colpivano) gliele rompevano....
bel post

sergiott ha detto...

ciao Berso(cuoco matto), mi hai ricordato un termine "ciccavano" che stavo dimenticando, e di questo ti ringrazio infinitamente.

a presto

loste ha detto...

Caro mio, crotti non fa rima con leggi, Asl, Nas ... poi in certe pizzerie vedi certa m***a. Invece è vero in Ticino. E non è vero che siano cose da vecchi, (chiedo a mio figlio) dove vai a mangiare in Svizzera? Risponde: in un Grotto? Un paio di indirizzi: uscita Lugano Nord: Grotto Antico (Bioggio), Grotto dell'Ortiga Manno).
Stammi bene.
Loste

sergiott ha detto...

ciao marco>vedo che siamo in perfetta sintonia, grazie per la DRITTA.

se vedum.