28 agosto 2007

Pasta alla Carbonaia


Attribuire l’invenzione di un piatto a questi o a quelli, è sempre molto difficile. Nel caso della pasta alla carbonara il primo pensiero che viene in mente riguarda proprio la società segreta rivoluzionaria dei primi anni del XIX secolo, costituitasi a Napoli durante il regno di Gioacchino Murat e in seguito attiva in altri paesi europei. I suoi adepti aspiravano alla libertà politica e a un governo costituzionale. Essi appartenevano in gran parte alla borghesia e alle classi sociali più elevate. Ora essendo sostanzialmente la carboneria composta in maggior parte da persone agiate, l’immaginazione li vede riuniti in circoli segreti dediti a tramare, non di certo pensavano a cucinare la pasta, avendo essi, in quanto borghesi benestanti, cuochi al loro servizio.

I secondi, i carbonai, vivevano per gran parte dell’anno in capanne costruite nei boschi dove lavoravano lontano da casa. La loro vita e il loro lavoro, assieme a quello dei boscaioli, è ben descritto da Cassola nel Taglio del bosco.

Una vita grama, fatta di duro lavoro che incominciava al sorgere del sole e non terminava mai. La carbonaia con il fuoco che ardeva all’interno doveva essere guardata a vista. Un incendio poteva vanificare il lavoro di settimane. I carbonai di sovente avevano con loro moglie e figli i quali aiutavano nel lavoro e forse rendevano meno travagliata l’esistenza degli stessi.
La vita nelle capanne, era priva di qualsiasi sollievo. L’alimentazione sempre uguale, consumata di fretta per non togliere tempo alla fatica e al sonno. Di tanto in tanto scendevano al paese, il più vicino a far scorta di cibo: farina, caffè, zucchero, carne salata e tabacco per gli uomini.
L’igiene era scarsa, ma del resto i carbonai avevano anticorpi grossi come cinghiali che li proteggevano da malanni e dalla fatica immane.

In quei posti, in quelle condizioni mi piace immaginare l’invenzione della pasta alla carbonaia (sic!). Quattro uova, un poco di farina bigia, impastata da mani impregnate dalla polvere di carbone; una grattugiata di formaggio stagionato, qualche straccetto di pancetta affumicata, ed ecco fatto il piatto che tuttora gustiamo… la pasta alla carbonara… mi correggo …alla carbonaia.

Ingredienti:

farina
uova (della mia vicina)
carbone vegetale (si compera in farmacia)
sale q.b.

pancetta affumicata (by sergiott)
olio buono
pepe

procedimento:

Ho triturato, nel mortaio, alcune pastiglie di carbone vegetale, che ho aggiunto alla farina e alle uova per ottenere una massa che ho lasciato riposare in frigorifero per un ora.
Con l’aiuto di nonna papera ho ottenuto delle tagliatelle piuttosto grosse, che ho fatto asciugare per un paio d’ore. Al momento ho fatto la salsa con uova e parmigiano stagionatissimo, un bella macinata di pepe e il gioco è fatto.
Gli ospiti sono stati affascinati dalla storia, inventata di sana pianta, e dal sapore delle tagliatelle.

12 commenti:

ser hobbit ha detto...

pensa che devo mangiarla stasera
perché mio figlio maggiore, simo, la adora: domani è il suo compleanno e noi lo festeggiamo con questa pasta...............
è solo una combinazione?
ciao
ora scendo, ti lascio, la pasta è compito mio
a presto (lunedì sera)sicuramente
sempre con grande affetto

nini ha detto...

ciao, ma che strana pasta...non ho mai visto una ricetta cosi!E buona?

cat ha detto...

bella anche la storia di "marco e mattio", di vassalli, carbonari nel cadore, l'idea della pasta smanazzata con le mani zozze (spero tu abbia raccontato di aver maneggiato carbone prima di impastare) è veramente bizzarra e divertente, a prova di ospiti schizzinosi;o)! saluti fuliginosi cat

Aiuolik ha detto...

Non conoscevo il carbone vegetale ma mi incuriosisce molto, chissà che non provi anche io questa pasta. La ricetta della nostra carbonara è leggermente diversa, ma la tua sembra strepitosa.
Ciao,
Aiuolik

sergiott ha detto...

un abbraccio al redivivo, l'incudine ha poi trovato compagnia?
ciao nini> penso che la "carbonaia" sia una ricetta inedita inventata per gioco, per i miei ospiti di domenica.

ciao cat> il tuo tra parentesi, è l'esatta versione dei fatti. Perlomeno la prima versione.

ciao aioulik> il carbone vegetale non ha nessun sapore, serve solo per colorare, pertanto a dirla tutta, è solo una carbonara colorata.

a presto.

Aiuolik ha detto...

Anche se è solo un colorante fa un sacco di scena...la carbonara con il carbone è serissima!
Ciao,
Aiuolik

max - la piccola casa ha detto...

incredibile questa versione!! BRAVISSIMO!!!

vorrei provarla a fare nei prossimi giorni!

Orchidea ha detto...

Che bella questa pasta... mi piace tantissimo e poi molto originale. E la pancetta vera poi... tua...
Complimenti!
Ciao.

sergiott ha detto...

ciao max> grazie per il bravissimo,
mi raccomando prova a farla anche tu, poi mi dirai come è venuta.

Orchidea> l'originalità di questa ricetta, assieme alla pancetta affumicata (seguira post) sono i punti di forza del piatto.

a presto

Acilia ha detto...

E' un piatto dall'ispirazione molto poetica.
Nonostante tutto, le capanne nei boschi mi inducono a pensieri d'incanto.
Bravo Sergio, bellissima creazione e grazie per i sempre interessanti racconti storici.

sergiott ha detto...

cara Acilia> Le capanne nei boschi a me ricordano, tanti amici d'infanzia, boschi in cui passavamo intere giornate a giocare, a costruire le nostre capanne, belle come castelli, effimere come un soffio di vento.

a presto.

Francesco ha detto...

semplicemente fantastici...bravo