31 agosto 2007

Puzzone Scivulada e Strachitund


Dello Strachitund, avevo già parlato. Formaggio tipico artigianale dell’alta Val Taleggio.
Ultimamente ha fatto una timida apparizione, in un supermercato locale, nell’ angolo dei prodotti tipici lombardi. Che delusione vederlo imprigionato dalla plastica sottovuoto, forse il suo profumo sopraffino ( a detta dei responsabili) avrebbe offeso qualche olfatto troppo delicato? Allora fate a meno di venderlo…dico io! Il formaggio và guardato possibilmente anche assaggiato prima di acquistarlo, come si è sempre fatto prima dell’avvento dell’industria che produce formaggi che si riconoscono solo dall’etichetta. Formaggi anonimi, senza l’impronta della creatività umana, senza quelle imperfezioni che forse, ce li farebbero apprezzare di più.

Formaggi artigianali, fatti da piccolissimi caseifici o addirittura da contadini che mantengono viva la tradizione tramandata dai padri, piccoli negozi, banchetti nei mercati di montagna, tutte mete da annotare sulle nostre agende personali.

Oggi la fortuna mi ha aiutato. Il lavoro (quello vero), mi ha condotto in Vasassina, patria del Taleggio (chi non conosce Cademartori?). La speranza di trovare un mercato locale era ben riposta, essendo la giornata di venerdì, poi, siamo ancora in Agosto, che dalle nostre parti è il mese canonico delle ferie.

Uscito da Lecco, prima sorpresa. Un camion articolato carico di tondini di ferro arrancava nella salita nonostante i suoi quattromiaottocentocinquantatre cavalli vapore. Noi tutti in fila da bravi automobilisti con la seconda marcia inserita seguivamo il bestione. Male? No di certo, la bassa velocità mi da tempo di ammirare lo spettacolo maestoso del gruppo delle Grigne.
Timidi suoni di clakson provengono da qualche auto, evidentemente preferivano il mare alla montagna.

Oggi a Barzio c’è più gente che a Sesto SG., (vengo appunto da lì). Posteggi tutti pieni, il piazzale grande occupato dal mercato (agognato) sta sbaraccando. Il campanile rintocca la una, ho solo mezzora poi la banca chiude, se non finisco mi tocca tornare nel pomeriggio, allora addio formaggio.

Dopo tanti inconvenienti, tutto fila liscio. Saluto il cassiere, il quale mi assicura che quest’anno i funghi non saranno abbondanti come nella passata stagione, e oltretutto hanno anche istituito un tesserino per la raccolta che costa venticinqueuro!

La discesa è percorsa in un lampo, il negozio è aperto, si possono consumare anche spuntini. Polenta taragna, una salamela cotta sulla pietra sapientemente spruzzata con un poco d’aceto, un bicchiere di vino (uno solo, lo giuro). Poi al banco, Puzzone Scivulada e Strachitund.
Tre nomi che raccontano una storia semplice, ancestrale, contadina. Riparto con il mio tesoro e penso a qualche vecchia bottiglia di Barolo che giace da mezzo secolo in cantina…sarà il caso?

14 commenti:

Aiuolik ha detto...

Leggendo questo post mi è venuta una gran voglia di conoscere questi formaggi...chissà se riuscirò a trovarli qui in Sardegna :-(
Ciao,
Aiuolik

sergiott ha detto...

mi spiace, carissima amica. Si tratta di formaggi tipicamente locali bisogna andare nei luoghi dove si producono e cercarli con pazienza. Sono convinto che anche in Sardegna ci siano delle produzioni locali eccellenti, cercali nella tua regione, scoprili e facci sapere.

ciao

Tommaso Farina ha detto...

Altro che odore forte: lo strachitund supermercatizio che hai trovato sarà stato roba di pianura che col vero strachitund ha in comune solo la forma, figuriamoci l'odore. Lo Strachitund di Locatelli di Artavaggio è altra cosa.

Comunque, da quello che si riesce a intuire leggendo, sei finito a mangiare all'Alva di Balisio, o sbaglio?

sergiott ha detto...

Heilà caro Tommaso, centrato in pieno il posto, se ti guardi bene in giro ci puoi trovare ancora qualcosa di buono.

aviiso ai naviganti: all'Alva mai di sabato o domenica!

loste ha detto...

Credo, sono passati vent'anni, di averlo mangiato sopra Clusone: acquistai un cane, un pastore tedesco, e prima di ripartire verso le marche mi offrirono queste due cucchiate di polenta con sopra, pensai allora del gorgonzola morbidissimo. Una poesia.
Loste

Adrenalina ha detto...

Ahhhhhhhh il puzzone di Moena!! Che sogno! L'ho conosciuto grazie al mio ex, illo aveva casa vacanza in zona e quando si andava grasse mangiate, soprattutto di Puzzone!! Ricordo una sera un risotto ai formaggi una cosa da svenire. Quasi quasi chiamo l'ex e me ne faccio portare un pochino, per il puzzone ne vale la pena :)

sergiott ha detto...

caro Marco, dici "una poesia" dippiù dico io:- un poema-.

Adrenalina, sei simpaticissima: " Quasi quasi chiamo l'ex e me ne faccio portare un pochino, per il puzzone ne vale la pena :)"

Stò ridendo come un matto, arriva l'ex con il puzzone al posto di un mazzo di fiori...

se vedum.

ser hobbit ha detto...

quando lascio alle spalle la val di fiemme e arrivano le prime indicazioni per PREDAZZO, un odore acre comincia a spargersi per l'aria: è l'odore marcio del PUZZONE (a cui predazzo ha dato i natali), e subito infilo la tangenziale perché la via centrale, piena di negozi di formaggi,diffonde un lacerante puzzo di piedi e di cadaveri in avanzata decomposizione, capace di addormentare gli angeli buoni...
"che schifo, penso guidando, che schifo..." ma non posso non percorrere queste strade per raggiungere alcune delle mie adorate montagne...........
da bambino, eterna era la discussione tra me e il mio amatissimo padre che esigeva sulla tavola lo stracchino buono, l'unico tra cento, lo stravecchio, tanto buono quanto più era capace di camminare, mosso da VERMI VIVI, fino alla sua bocca e alla sua gola... sergiott carissimo, al ritorno dalla mia dolce bassa engadina, questo scherzo non me lo dovevi fare: non so se continuerò a chiederti di fare ancora teatro con me !!!!!

sergiott ha detto...

Io lo sapevo... che ti avrei fatto un dispetto ha! ha!
Del resto i Tiranni si possono combattere anche con armi inproprie.

Nonostante tutto, un abbraccio!

Danone ha detto...

Davvero felice che qualcuno mi cerchi, poi un professionista come te e' il massimo! tutto bene grazie ma e' un momento di rientro e anche di profonda riflessione. Se mi vuoi dare una mano il mio sogno sarebbe entrare davvero nel mondo della gastronomia e farne un vero lavoro. Sono insegnante, come sai credo, ma vorrei lasciare la scuola. Hai qualche suggerimento? Per la prossima ricetta cercherò di fare presto . Ciao e grazie del pensiero

sergiott ha detto...

danone> lascio la risposta sul tuo Blog

ciao.

La Ballera ha detto...

Ciao che piacere sapere che ogni tanto anche te passi di la. Ti leggo sempre con immenso piacere. La storia e la realizzazione della carbonaia poi...davvero sublime!

Complimenti
un abbraccio virtuale

La Ballera

Gloricetta ha detto...

Quando passo di qui, e in special modo a quest'ora ...mi sento svenire e l'acquolina rischia di annegarmi.
I formaggi...mon amour!!! Questi devo dire che sono davvero speciali e mi trovi assolutamente daccordo sulla spesa fatta in loco e preferibilmente sui mercati di paesini. Io il prossimo fine settimana ho in programma una gitarella a Brunico e andrò alla ricerca del "doppio muffato della Val Pusteria" da abbinare, senza riserve, ad un bicchierino di Muffato della Sala. Tra muffati ci si intende!!! Glò

sergiott ha detto...

La balera>la carbonaia ha divertito tantissimo, ma ti assicuro che la bontà della preparazione è davvero sublime.

Gloricetta>Muffato della Sala, un bicchierino non basta, direi una bottiglia come minimo...a testa.
Lo so che ami i formaggi, preparati al prossimo post, forse stasera.

a presto.