08 settembre 2007

Cutizza,laciada, paradell

In quasi ogni chiesa, nella nostra provincia, sono presenti rappresentazioni della Madonna del Latte.
Erano immagini molto venerate, alle quali le donne chiedevano la grazia per aver abbondanza di latte per poter nutrire i neonati.
Il messaggio che queste immagini dovevano trasmettere, doveva essere molto immediato: quello di una madre che stava crescendo il proprio figlio, dandogli materialmente, oltre che spiritualmente, se stessa.
A Betlemme, a destra della Basilica della Natività, si apre una via dal nome significativo: Milk Grotto Road. Essa porta a una chiesa francescana che comprende una grotta di tufo bianco denominata “la Grotta del Latte”. La leggenda narra, che in questo luogo si sia rifugiata la Madre di Gesù, per sfuggire alla ricerca dei bambini di Betlemme da parte di Erode. Proprio questo luogo, allattano il bambino, qualche goccia del suo latte cadde sulla roccia imbiancandola tutta.
Tuttora la grotta è meta di pellegrinaggi di madri, anche mussulmane, che implorano Maria per l’abbondanza del latte.

Il latte dunque come alimento indispensabile alla vita. Il suo colore candido è simbolo di purezza, fecondità e benessere. Forse l’alimento più utilizzato in gran parte del mondo.
Il latte è un alimento versatile, ci accompagna in tutte le fasi della nostra vita. Indispensabile per la crescita, diventa poi, in tutte le sue variazioni, l’alimento più utilizzato.

Fino a qualche decennio fa il latte veniva consumato senza zucchero. Ma è anche vero che ben raramente lo si bevevo da solo, poiché in questo modo, sarebbe considerato sprecato. Il caffelatte era riservato agli ammalati: la sua diffusione come colazione è recentissima.
Quella col caffè non era la combinazione più comune, in alta Brianza, veniva mischiato col vino e costituiva la colazione del mattino e si consumava intingendovi del pane. Latte e polenta, latte e castagne ecc. erano consumati abitualmente prima dell’ avvento della moderna prima colazione.

Nella nostra provincia esistono molte preparazioni che prendono il nome da questo alimento, una di esse è la laciada o paradell. La ricetta è molto semplice.

Farina bianca
Latte
Uovo (facoltativo)
Un pizzico di sale
Zucchero

Si deve preparare una pastella di farina e latte con un pizzico di sale, dopo averla lasciata riposare per un certo tempo viene fritta in olio o strutto. E’ molto gustosa senza aggiungere altro, tuttavia quando si poteva, si metteva nella pastella, un uovo, della buccia grattugiata di limone, qualche chicco d’uva americana e una bella spolverata di zucchero.




10 commenti:

Aiuolik ha detto...

Mi piace leggere i tuoi post perchè si scopre sempre qualcosa di nuovo! E poi mi piace conoscere le tradizioni della nostra penisola.
Ciao,
Aiuolik

ser hobbit ha detto...

splendida l'idea di una madonna del latte per presentare questa ricetta
splendida l'idea di recuperare un piatto povero, inventato da poveri, che ancora oggi ringiovanisce la tradizione... si tratta di un'opera popolare, di un pittore locale, credo, ma di grande serenità sicurezza maternità espressività, degna della "cutiscia" (così si chiamava nell'espressione idiomatica del canturino) dai sapori dolci e universali...
mi riporta alle mani di mia madre quando sbatteva la pastella e alle mie labbra che assaporavano in cucina... a milano nessuno la conosceva e ancora oggi a cantù non c'è donna della mia generazione che la conosca (sic!)
grazie sergio per questo regalo...
sarebbe importante, quando citi un'opera, anche di fattura artigiana, svelarci la provenienza

sergiott ha detto...

Aiuolik> La tradizione italiana è una miniera d'oro,per chi la sa scoprire. Come del resto la tradizione culinaria della quale tu sei una degna portatrice.

Sergio> citare l'opera...lo stavo facendo, poi ho cambiato idea perchè, come ho anticipato, in molte chiese ci sono le Madonne del latte, e volevo che ognuno scoprisse la propria.
Quella che vedi, e situata in una parrochiale di una frazione di San fedele Intelvi. Una chiesa che è un capolavoro. Di questa chiesa sono famosi gli stucchi e l'altare maggiore.

ciao.

ser hnobbit ha detto...

ovvio... sono gli stucchi dei così detti
"maestri intelvesi"...
hanno lasciato anche in como e in cantù opere mirabili...
domani sera da me si mangia cutiscia!

Mimmo ha detto...

...ho dato un occhiata al tuo blog.
Molto carino e ben assortito di ricette gustosissime.
Complimenti! ;)

ciao!

sergiott ha detto...

benvenuto mimmo, grazie per la visita.

a presto

berso ha detto...

Non conoscevo la Madonna del latte, grazie.
Io, se non bevo mezzo litro di latte al giorno non sono contento, possibilmente intero e fresco.

sergiott ha detto...

ciao berso (cuoco matto) Dici davvero? mezzo litro di latte al giorno? Io, pensavo che bevevi solo lambrusco.
Sarà che dalle tue parti le mucche mangiano qualche strana erba.

a presto.

cuochetta ha detto...

Ciao Sergiott!
Sono tornata e ora con calma mi leggo un pò di arretrati del tuo blog!
SALUTONI!

sergiott ha detto...

cuochetta, spero che le tue vacanze siano state piacevoli.

bentornata.