12 settembre 2007

L'ospite sconosciuto


I miei ospiti: conosco perfettamente i loro gusti, quello che prediligono, le varie discussioni che seguono dopo ogni portata, il loro appetito sempre robusto. Le loro gioie e anche le lamentele.
I miei amici (ospiti) sono tutti, nel vero senso del termine, onnivori: mangiano con gusto qualsiasi cosa che possa definirsi commestibile. Tranne qualche “viziato” che inorridisce davanti ad un pezzetto di formaggio, oppure qualcun altro che non adora il peperoncino sono tutti delle ottime forchette.

Noi tutti intendiamo l’ospitalità nel termine classico. Forse, come insegnavano i nostri avi, temiamo sempre che tra gli ospiti ricevuti, magari sotto celata, veste si presentasse qualcuno degli dei.
Nel tal caso se il trattamento non fosse consono alla regola , magari il nume qualche maledizione non ce la risparmierebbe di certo.

Xenia in greco esprime il concetto di ospitalità. Ospite è colui che ospita ma è anche colui che viene ospitato. Dunque, regole precise: par condicio diremmo con un termine tanto di moda.
In primo luogo il padrone di casa deve fornire all’ospite cibo e bevande. D’altrocanto, l’ospite deve essere cortese, rispettare le usanze della casa e possibilmente non fregarsi la moglie del padrone di casa come fece a suo tempo Paride scatenando una guerra che non finiva mai.

Molto probabilmente al tempo degli Achei, il cibo non doveva essere un granché e gli ospiti avevano il tempo di soffermasi sulle bellezze di casa, magari pregustando il poi…badando distrattamente al cibo.
Ora questi rischi, forse, non li corriamo. Non siamo gente rozza, vestita di pelli di animale, che mangiano con le mani. L’educazione e il galateo hanno fatto il loro passo e siamo diventati tutti più educati, almeno a tavola.

L’insidia vera del padrone di casa, è l’ospite sconosciuto. Quello/a che ancora non conosciamo bene, del quale non sappiamo i gusti ed eventualmente le intolleranze (avete mai cucinato per qualcuno allergico all’aglio e alla cipolla?). Proprio su quella persona concentriamo i nostri sforzi, tanto gli altri li conosciamo. L’ospite sconosciuto va sedotto, incantato con lui non bisogna sbagliare: niente cibi troppo complicati, preparazioni difficili da digerire, presentazioni troppo intricate o accostamenti impropri.

Per il piacere (spero) del mio ospite sconosciuto preparo:

Ingredienti per la buona riuscita del piatto

Filetto di maiale
Lardo in fette sottili
Aromi, rosmarino, timo
Senape all’antica
Olio un filo
Insalata fresca di stagione
Germogli di soia
Aceto balsamico
Un ospite sconosciuto

Preparazione

Ottenere dal filetto delle rondelle di un paio di centimetri di spessore, adagiarle sulle fette di lardo dopo averle cosparse con gli aromi tritati. Ottenere degli involtini che fisseremo con uno stuzzicadenti, che poi toglieremo. Cuocere tassativamente nella padella di ferro con un velo d’olio e qualche cucchiaio di senape antica. Servire su un letto di insalata e germogli di soia, condita con olio e balsamico: “semplice semplice” direbbe il cuoco grosso, e speriamo che gradisca il maiale.

11 commenti:

Acilia ha detto...

Per fortuna fino ad oggi ho sempre potuto scegliere per chi cucinare: non ho mai ospitato sconosciuti.
Tuttavia conservo la tua deliziosa idea per eventuali cene di lavoro, per esempio.
Mi piacerebbe un giorno sedere alla tua tavola.

sergiott ha detto...

carissima amica, non puoi immaginare quanto piacere avrei io e la compagnia gustare un tè scelto e preparato da una grande esperta quale sei.
Spero che quel giorno possa arrivare presto;-)))

ciao.

Aiuolik ha detto...

Mi ha fatto piacere leggere il tuo post perchè la nostra tavola è sempre affollata di amici, parenti e, qualche volta, arrivano ospiti a sorpresa amici di amici...
Sinora Uncle Pigor se l'è sempre cavata. Gli amici non cambierebbero trattoria per nulla al mondo e gli amici degli amici chiedono di poter tornare :-)
I più difficili, secondo me, sono i genitori. Quando usciamo dal seminato e proponiamo qualche piatto nuovo e non proprio tradizionale storcono sempre il naso...Ma l'importante è saperlo e per loro si va sul classico e anche qui Uncle Pigor se l'è sempre cavata :-)

Alla prossima!
ciao,
Aiuolik

Luca Ripellino ha detto...

Ciao Sergiott!! complimenti, belle le tue parole sul concetto di "ospitalità", che dovrebbe essere rivisto e studiato a fondo dai tanti che ospitano persone n casa più per dovere che per piacere.... Te lo confermo, ho il piacere (e spero non la maleducazione!) di autoinviatrmi alla tua tavola: per ora, e fino al primo incontro, sono uno sconosciuto, ma ti assicuro fin d'ora che non ti creerò problemi: sono onnivoro, e mangio di gusto!! Sul mangiar bene poi, viste le ricette che proponi, non ho alcun dubbio.... A presto! Luca

Gloricetta ha detto...

Il tuo post ha scatenato una corsa ad accappararsi il posto di "ospite sconosciuto". Chi meglio di un food blogger può entrare nei panni di codesto "ingrediente"!!! Io mi ci sentirei davvero a mio agio e penso come me tanti altri che hanno imparato ad apprezzare la tua cucina attraverso ai tuoi sempre poetici racconti. Glò

sergiott ha detto...

Caro Luca, Cara Gloriana>>Ma voi non sarete mai ospiti sconosciuti, in particoloar modo la mia amica Glo.
Stò organizzando una cena/pranzo con gli amici Blogger, chi vorra venire sarà benvenuto.

Ma attenzione, vi metterò al lavoro.
sarà un convivio dove si aprezzera la cucina tradizional-ruspante.
Datemi il tempo di organizzare..e qualche consiglio.
Naturalmente saranno invirati anche Mariti, conviventi, amanti ecc.

si può fare.

se vedum.

Anonimo ha detto...

Ciao grande Chef,

grazie per la visita innanzitutto. Che mi dici del risotto al rosmarino? Te gusta? Bellissimo blog il tuo. Mo' lo linko.

Ciao,

Brianzolitudine

Giovanna ha detto...

se fossi nei paraggi mi autoinviterei anch'io... ma avrei una richiesta, dai non dire che chiedo troppo :), la laciada qui sotto!!!

sergiott ha detto...

brianzolitudine>amico mio, sei un parito del risotto al rosmarino?
me gusta, me gusta, in particolare quando riesco a trovare un rosmarino dal sapore intenso.

Giovanna, richiesta esaudita, te la porto io prima o poi, perchè in quell'albergo mia moglie ci vuole venire proprio.
Mi farai sapere se per Pasqua è possibile passare qualche giorno da quelle parti.

ciao, se vedum

Giovanna ha detto...

Sergiott, noi apriamo la stagione proprio a pasqua, sarà un piacere avervi miei ospiti. Un saluto a tua miglie.
Ps: non ti chiedo di portarmi la laciada, ma quando sei qui ti costringo a farmela ;)

giu&cat ha detto...

Trovo che uno dei modi migliori per conoscere una persona sia vederla mangiare. E' bello leggerti, Cat