20 ottobre 2007

Casoeula d'oca


Se il maiale avesse le ali…sarebbe un oca. […] E’ uno dei più duttili fra gli uccelli domestici, giacché oltre alla carne se ne ottiene un peluria preziosa, un grasso abbondante e penne da scrivere […]. Ripensando all’oca e anche ad un mio post precedente, mi sono ricordato delle mie leggendarie dormite. Per chi ancora non lo sapesse, io ho il dono, donatomi dalla natura, di poter dormire agevolmente su qualsiasi superficie sia essa dura o morbida. Certo che, ad uno scomodo asse di legno, preferisco un morbido materasso. Quando andavo in vacanza da mia nonna, essa ci allestiva nella stanza sottotetto due giacigli (per me e per mio fratello), composti con i materiali più disparati: due reti elastiche che ad ogni movimento cigolavano sinistramente, un “materasso” fatto con un sacco di tela rigonfio di foglie di granoturco secche, che contribuivano con il loro rumore ad allietare la nottata; le coperte erano ancora quelle militari, marroni con la stella delle forze armate, rigide e pesanti grattugiavano la pelle come la carta vetrata. Nonostante questo, ci facevamo delle dormite sonore.

Nella camera sottostante, dormivano i miei genitori, il loro letto aveva un materasso di piume. Al mattino appena svegli, traslocavamo dai nostri giacigli e ci impadronivamo di quel letto e di quel materasso che si adattava al corpo avvolgendolo con un tepore naturale.
Di tanto in tanto, dalla stoffa del materasso faceva capolino qualche piuma; con la punta delle dita la sfilavamo per contemplarne la forma e il colore: le piume d’oca erano in netta minoranza.

Durante i primi anni di scuola, usavamo ancora inchiostro e pennino, già allora le penne d’oca erano passate in disuso; però, tra tutti i pennini che usavamo, il mio preferito era quello a becco d’oca.

Alla sera, particolarmente durante l’inverno spesso ci si ritrovava con i compagni, per giocare al gioco dell’oca, un gioco da tavolo che consisteva nell’effettuare un percorso di tante caselle per arrivare alla fine. Quando si raggiungeva la casella dove era rappresentata un’ oca , si aveva diritto ad un bonus (ma solo se l’oca guardava in una certa direzione), o a una penalità..

…se il maiale fosse un oca… Questo pensiero e tutti gli altri ricordi, mi sono riapparsi vivi nella mente intanto che stavo preparando un bel prosciutto di petto d’oca che sarà pronto tra due mesi (purtroppo la stagionatura richiede i suoi tempi). Con il resto dell’oca preparo una gustosissima

Cazeoula d’oca…ovvero: Oca in bottaggio con le verze.


Servono proprio:

Un oca (tagliata a pezzi)
Verze (belle sode)
Sedano
Carote
Cipolle
Olio, sale, pepe.
Peperoncino (poco)
Aromi


Preparatela in questo modo

Cominciare a soffriggere la cipolla tagliata grossolanamente, aggiungere parte delle carote tagliate a rondelle e il sedano a tocchetti (anche le foglie). Aggiungere l’oca a pezzi e lasciar rosolare per bene, alla fine spruzzare con vino bianco ed incominciare a salare con sale grosso. Tagliare le verze in quarti, togliendo la parte centrale dura, affettare non troppo sottilmente i quarti di verza e aggiungerli nella pentola, a formare uno strato che presserete con le mani. Incoperchiare e lasciar andare una decina di minuti. Quando le verze cominceranno ad essere appassite, date una bella mescolata, ed aggiungetene un altro strato di verza ed un poco di sale grosso.
All’ultimo strato di verza che aggiungeremo, uniremo ulteriore carota e sedano. Portare a cottura , ci vorranno sicuramente almeno quattro ore o più, se la preparazione si asciugasse troppo aggiungere del brodo. Si possono aggiungere aromi a vostro gradimento, alloro, ginepro peperoncino ecc.
Questa volta ho aggiunto, mezzora prima di togliere dal fuoco, qualche salsiccia al finocchio per rendere la preparazione piu ricca.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

http://mkmf.mnet.com/2007/j/wenjin7

Tommaso Farina ha detto...

Gran cosa, tipica del comasco.

Anonimo ha detto...

Che Dio ti benedica...

Brian

Giovanna ha detto...

aspettavo questa ricetta!! ma se l'oca non la trovo, ci può azzeccare qualcosa il pollo? io adoro le verze!!
Ho visto ora anche il tuo pan tranvaj e mi è quasi sembrato di vedere la tua casa... Un abbraccio

Anonimo ha detto...

povera oca....

Aiuolik ha detto...

Uncle Pigor è riuscito a dormire soronamente sdraiato sopra un terreno ciotoloso in cui io non riuscivo neanche a stare seduta!

Per il resto, qui trovare oche non è molto semplice, ma se ne "becco" una proverò la tua ricetta.

Ciao,
Aiuolik

Kja ha detto...

Mai assaggiata la versione con l'oca. Interessante l'idea di sostituire l'apporto grasso delle cotenne con la salsiccia profumata al finocchio.
A proposito del topolino in pasticceria non sei stato l'unico a tifare per lui. La nonna Irma, dopo che le ho raccontato la scena ha esclamato piu` o meno "por diavul, l'avra` vu fam anca lu!"
:)

sergiott ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sergiott ha detto...

Innanzitutto mi devo scusare per il ritardo, purtroppo un fastidioso mal di stagione mi ha tenuto lontano dalla tastiera (ahimè che brutta roba invecchiare).

Finalmente ho ricevuto il mio primo Spam, il link rimanda ad un sito scritto in cinese, se qualcuno volesse approfondire...

Tommaso, un grande piacere risentirti, l'hi mai assaggiata l'oca in casoeula?

Brian (vecchia volpe) ma certo che Dio ci benedice, mica vorrà in paradiso solo baciapile, anche qualche casinista ci vuole che sappia rallegrare gli angeli.

Giovanna carissima: ci vuole proprio l'oca. La lunga cottura rovinerebbe sicuramente la carne del pollo. Magari si può tentare con la gallina, ma non sono sicuro del risultato.

anonimo amico, purtroppo sì...povera oca, ma del resto noi golosi siamo anche un poco carogne.
Comunque ci pentiamo sempre, dei nostri peccati.

Aiuolik:Uncle Pigor, possiede un dono di natura, potremmo scambiarci delle dritte.
Anche da noi non è facile trovare l'oca, è una carne dimenticata, nessuno più le alleva.

Kja: sai che io tifo per nonna Irma, e sono felicissimo di sapere che la pensa come me.
Provala l'oca in casoeula, vedrai che successo.
(il 10 novembre sei sempre a Parigi?).

un abbraccio (anche allo Spam).

la belle auberge ha detto...

Ciao, Sergiott, spero ti sia rimesso dai malanni di stagione. Il bottaggio d'oca, a quanto mi risulta, è tipico anche della Lomellina. Pare che a Mortara e dintorni, fin dal 1200, fosse diffuso l'allevamento di palmipedi.Il bottaggio d'oca è un piatto che ha le sue origini nelle cucine delle comunità ebraiche, presenti in Lomellina secoli fa. Dovesse capitarti l'occasione di fare un giro da quelle parti, ti consiglio una visita alla "Corte dell'oca" di Gioachino Palestro, a Mortara, dove troverai la carne dell'oca declinata in numerose e golose varianti.Un caro saluto
eugenia

sergiott ha detto...

Cara Eugenia, oramai, tutto è passato, mi sento di nuovo in forma. Conosco molto bene la tradizione ebraica, che considera, appunto, l'oca alla stregua del maiale. Sono tipici della tradizione gli svariati salumi preparati con queste carni.
Un paio di essi sono appesi a stagionare nella mia cantina.
Ti ringrazio dei preziosi consigli, prima o poi un giretto alla "corte dell'oca" non mancherò di farlo.

a presto.

adina ha detto...

L'oca così bnon l'ho mai assaggiata, caro Sergiott, ma ci sono tutti i sapori che amo, dall'oca alle verdure alla verza, stupenda verdura dei nostri orti! vorrei proprio provare a comprare un'oca, a pezzi... ce la farò?

Gloricetta ha detto...

Bellissima ricetta, davvero da provare!Bravo! Chi volesse assaggiare l'oca e si trovasse a passare nei pressi di Polesine Parmense,al ristorante "il Cavallino Bianco potrà approfittare di pranzi e cene a tema "oca". Se può interessare lascio qui il link:
http://www.acpallavicina.com/italiano/iniziative/ocando/ocando.html
Il posto è molto bello e le musiche verdiane accompagnano le libagioni. Sul sito trovere le date per prenotare le cene o i pranzi a tema. Glò

sergiott ha detto...

Adina carissima, ero convinto che l'oca fosse più popolare, in fondo è un animale domestico che non richiede troppa fatica per essere allevato. Facci caso...quando vedi qualche documentario sulla campagna, ci sono sempre gruppetti di oche che gironzolano felici.
Quando troverai la tua, cucinala come ti ho insegnato, ed invita tra i tuoi ospiti i più "mangioni"
vedrai che successo.

Gloriana cara, nel parmense ci passo una volta all'anno sicuramente e mi ricorderò del Cavallino Bianco... poi pranzare con la musica di Verdi è il massimo. A Busseto nell'osteria che Verdi amava, si mangiano dei piatti di culatello indimenticabili, e come sottofondo un opera del Maestro sempre.

a presto

max - la piccola casa ha detto...

NOn conoscevo la versione con l'oca, deve essere squisitissima e poi come sempre il tuo post con la descrizione è fantastico.
Ora urge cercare un oca!!!!

sergiott ha detto...

max, il successo è garantito, un grazie di cuore per la visita

ciao