04 novembre 2007

Fave dei Morti


La nascita dell’agricoltura è certamente, nella storia dell’uomo, un momento determinante. Si incominciano a costruire villaggi stabili e la relazione uomo-territorio incomincia a diventare importante. Le antiche popolazioni che scelsero di stabilirsi nel nostro territorio, furono probabilmente gli antichi Liguri , che estendevano la loro attività di agricoltori su gran parte dell’area padana. Poi più tardi , attirati da climi più favorevoli si incunearono nuove popolazioni che arrivavano da nord. Non erano propriamente eserciti conquistatori: anche se, penso che non chiedessero gentilmente permesso, per poter colonizzare il territorio.

Con loro arrivava un nuovo modo di vivere, nuove credenze, nuove divinità da adorare. Questo nuovo mondo, mischiandosi con quello preesistente, dava vita di fatto a una nuova popolazione che poteva vivere in pace per un lungo periodo.

Per questa gente dedita all'agricoltura e alla pastorizia, la ricorrenza che segnava la fine dei raccolti e l'inizio dell'inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita cambiava radicalmente: le greggi venivano riportate giù dai pascoli estivi, e le persone si chiudevano nelle loro case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali passando il tempo a raccontare storie e a fare lavori di artigianato, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.

Essi credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) "Samhain", Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e temevano che in tale giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo agli spiriti dei morti e anche ai mortali di passare liberamente da un mondo all'altro. Nel giorno di Samhain il velo fra il mondo dei viventi e l'aldilà si faceva più sottile, permettendo alle anime di mostrarsi o di comunicare con i viventi

Credevano, infatti, che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate.
Ecco che allora, i giovani uomini percorrevano i confini delle fattorie, dopo il tramonto, tenendo in mano delle torce fiammeggianti per proteggere le famiglie dalle forze malevole che erano libere di camminare sulla terra quella notte. Samhain era visto come un momento il cui si poteva facilmente prevedere il futuro e i Druidi lo consideravano uno dei momenti migliori per predire la fortuna.

Poi, nel III secolo avanti Cristo, un esercito guidato dal console Marco Claudio Marcello, penetrò queste terre ed ebbe la meglio contro “gli Insubri e i Comensi”. Nuove divinità si aggiunsero alle vecchie, le abitudini romane si fusero con quelle locali, e la ruota del tempo si mise di nuovo a girare.

Assieme ai fuochi Celtici che dovevano scacciare le forze del male, si unirono i riti delle feste lemurali, si sputavano fave nere e si percuotevano vasi di rame per cacciare lontano i lemuri e gli dei dell’inferno, ma si lasciavano anche offerte alimentari affinché i morti potessero essere benevoli con i vivi.

Fave dei morti

200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di mandorle doci
30 gr di burro
1 uovo
Scorza di limone, o acqua di fiori d’arancio.

Preparazione

Sbucciare le mandorle e pestarle con lo zucchero. Aggiungere la farine e gli altri ingredienti e formate una massa abbastanza morbida. Dividetela in piccoli pezzi che, dopo aver dorato con tuorlo d’uovo passerete in forno a 160° , facendo attenzione perché cuociono in breve tempo.

16 commenti:

Brianzolitudine ha detto...

Un dolce povero e speciale. Da mangiare accompagnato da passito o vinsanto, dopo aver magari sgranocchiato qualche frutta secca.

berso ha detto...

con le tue storie, le ricette acquistano sempre un gusto diverso.

Aiuolik ha detto...

Fa sempre piacere leggere i tuoi racconti. Grazie!

Buona giornata e buona settimana,
Aiuolik

Francesco ha detto...

mail for you

sergiott ha detto...

brian:...magari in compagnia davanti al camino, chiaccherando di come và il mondo.

berso e aiuolik: storie antiche, dalla preistoria alla festa delle zucche.

franz: apro subito la cassetta.

a presto

Lelia ha detto...

Caro Sergio, anche qui da noi, in Umbria, le fave dei morti sono il dolcetto tipico di questi giorni. Non mancano mai in nessuna tavola e la ricetta � proprio la stessa.
La storia che anticipa la ricetta � affascinante...

sergiott ha detto...

cara Leila: La tradizione delle fave, deriva proprio dai culti degli antichi romani che hanno, a loro tempo colonizzato una grande quantità di terre.
In alcuni posti questa tradizione e viva tuttora.

Ciao e a presto.

Anonimo ha detto...

grazie per questa ricetta che non conoscevo,la dovrò provare!
vorrei chiederti se conosci la zuppa di ceci e cotenne che forse è della tradizione milanese?
il tuo blog è sempre molto bello e non posso fare altro che passare a visitarlo per vedere se ci sono delle nuove ricette e leggere queste storie tanto interessanti!!!
GRAZIE
comasca a varese

Giovanna ha detto...

Ciao Sergiott , non conosevo questo dolce tranne che per il nome. Mi piace. Bellissimo il racconto, come sempre. Un abbraccio

sergiott ha detto...

Cara amica Di varese,h pubblicato i fagioli con le cotiche, circa ai ceci (con le cotiche) non ne ho conoscenza diretta, ma è possibile che la ricetta esista. Mi hai dato motivo per una nuova indagine.

Cara Giovanna, come sempre benvenuta, ora che l'autunno è nel pieno della sua forza, ti immagino che godi ancora un sole caldo nella tua bella isola.


un saluto affettuoso.

francesca ha detto...

ciao sergiott, quando cerco ricette che fanno parte delle mie radici brianzole passo di qui... GRAZIE!!
ho una domanda: e il pan dei morti? quello piatto e scuro? hai ricetta, notizie, origine?? mi pareva milanese... ma non vorrei dire ostrogoterie!

ciao
francesca

sergiott ha detto...

ciao Francesca, Il pan dei morti l'ho pubblicato l'anno scorso, la ricetta è tipica Brianzola Milano compresa.
Ti lascio il link.
http://griglia-e-pestello.blogspot.com/2006/10/pane-dei-morti.html

ciao.

graziella ha detto...

I tuoi post sono una vera lezione di storia (contemporanea, non antica!!! :-) )
Saresti stato un ottimo insegnante!
Ci hai mai pensato?
Un abbraccio!

sergiott ha detto...

Graziella , sei troppo buona con me, sono sempre felice di sentirti.

francesca ha detto...

grazie per il link. li ho fatti , son buoni ma li ho lasciati troppo nel forno e sono secchi. accidenti a quel vecchio forno!

ciao!!
francesca

nini ha detto...

Sono proprio belli i tuoi articoli, mi piace leggerti.
le ricette poi....questi me li faccio...forse già sta mattina..