24 novembre 2007

Manzo alla California

Mi sono sempre domandato che mondo sarebbe se non ci fossero le montagne: non mi riferisco alle grandi catene montuose, bensì alle colline che contraddistinguono l’orizzonte prima di perdersi nella sconfinata pianura padana. Ognuna di esse è come un faro che aiuta a ritrovare la strada, amiche dei viaggiatori che percorrono questo territorio fatto di paesi uniti gli uni agli altri .

Il mio viaggio quotidiano inizia sempre da una collina. Discesa o salita , secondo la destinazione, la pianura è solo un concetto temporaneo, da abbandonare, tra una salita e l’altra. Il rettilineo di Alzate Brianza: solo alcuni anni fa non era interrotto da alcun semaforo (poi trasformato in rotonda).
Due chilometri esatti di pianura, da percorrere a tavoletta con la seicento, solo per il gusto di vedere la lancetta tremolante del tachimetro che superava la barriera dei cento all’ora.

Subito dopo il paese, una ripida discesa che disegna la collina morenica, costituitasi nelle ultime glaciazioni, arriva ad Anzano del Parco, per poi risalire verso Lurago d’Erba. Questo tratto di strada dà in dono un paesaggio straordinario: a sinistra, il Bolletto, il Bollettone, in fondo si scorge il faro di San Maurizio, dietro il Monte San Primo. Davanti, imperioso, il gruppo delle Grigne; i Corni di Canzo e il Resegone.

Via di nuovo in discesa , bisogna superare il Lambro quasi non ci rendiamo conto; questo torrente, una volta famoso per i suoi gamberi, segna (insieme al fiume Adda) i confini geografici della Brianza, nello specchietto retrovisore si scorge ancora per qualche minuto la sagoma neoclassica della villa La Rotonda di Inverigo.

L’orgoglio brianzolo è sottolineato dai nomi di molti paesi, che per non essere confusi con altri aggiungono dopo il nome stesso l’appellativo Brianza.Una svolta a destra, si risale ed ecco sulla destra in lontananza chiarissimo il profilo del Monte Orfano, a sinistra l’amata collina di Montevecchia.

Casatenovo, poi Lesmo , più sotto scorgi la pianura, ed in mezzo ad essa l’industriale Monza, a sinistra Arcore patria della mitica Gilera (la mia prima motocicletta). Esattamente in questo punto l’ultima glaciazione finiva di modellare il territorio, le colline lasciavano definitivamente il posto alla pianura alluvionale.

Le vecchie cascine che popolavano questa zona sono diventate residenze, il rumore delle ruote dei carri nelle aie ha lasciato il posto al fruscio dei moderni pneumatici delle auto, ma la loro bellezza rimane intatta nel tempo. Quasi tutte hanno mantenuto il nome che le contraddistingueva .
La “California” è una di queste cascine ed anche il toponimo che definisce il luogo stesso, forse dato in passato, a questo posto, da qualche emigrante ritornato dall’America.

Ma “California” è anche famosa per una ricetta, di origini improbabili, riportata sui ricettari della cucina popolare della Brianza..


Manzo alla California


1.5 Kg di scamone di manzo
100 gr di lardo
50 gr di burro
3 cipolle
1 lt di panna fresca
1 bicchiere di aceto bianco
Brodo vegetale
Sale e pepe

La preparazione


La carne dovrà essere preparata in anticipo, ben lardellata con striscioline di lardo, irrorata con l’aceto e mantenuta al fresco. In una casseruola con il burro caldo, far rosolare le cipolle affettate sottilmente, aggiungere la carne e lasciarla insaporire, salare, pepare e portare a cottura con l’aggiunta di brodo vegetale. A cottura quasi ultimata, unire la panna e lasciar ridurre il tutto alla metà. Togliere la carne e mantenerla in caldo, passare la salsa al setaccio, rimetterla sul fuoco, regolare la consistenza e il sapore.
Servire la carne affettata con la sua salsa e accompagnare con patate lesse.

12 commenti:

Aiuolik ha detto...

Ciao carissimo,
adoro i piatti di carne per cui questo fa proprio al caso mio!
Per il resto il paesaggio qui è parecchio differente, dico solo che andando a lavoro per circa 3km alla mia destra c'è il mare e alla mia sinistra uno stagno...il mare poi cambia direzione, lo stagno a poco a poco finisce e si entra in città piena di salite e discese...
Prima di conoscere i colli bolognesi non avevo bene idea di cosa fosse una collina "dal vivo".

Buona domenica,
Aiuolik

nini ha detto...

ah..l'Italia...quanto mi manca!
il tuo manzo mi ricorda il brasato della mia zia tata, era buonissimo!!!

Acilia ha detto...

Carissimo amico, perdona la mia assenza ma il lavoro (e la salute) mi hanno rubato molto tempo.
Torno a lasciarti un saluto, un abbraccio e i miei sentiti complimenti per il post e la ricetta. Adoro il manzo, le montagne e le vecchie cascine. E il tuo modo di mettere in fila e intrecciare gli eventi e i ricordi.

adina ha detto...

da bambina mi sedevo sulla mia scrivania, a filo col davanzale, e stavo le ore a guardare il controno delle colline, che si faceva più nitido man mano che la luna cresceva... a milano, solo il pirellone davanti, ma pure quello è una compagnia. il tuo manzo mi pare ottima cosa... ci hai messo dentro delle cipollette? cosa sono quelle cose bianche che si vedono? :-) mi intriga. buona domenica!!

sergiott ha detto...

aiuolik carissima: le strade della Sardegna le conosco molto bene, per averle percorse im motocicletta. Amo soprattutto l'interno con le sue aspre e selvagge montagne, la sua gente burbera e cordiale e la loro cucina rustica e raffinata.

Nini: la nostalgia è un sentiimento bellissimo, riscalda il cuore.

Acilia: spero che la tua salute abbia avuto giovamento, spero di rivederti in forma smagliante come l'ultima volta.

Adina: le cose bianche sono i larderelli aromatici che trapassano la carne per renderla più tenera e gustosa.

Il contorno delle colline, immutato da millenni: probabilmente (mi piace pensarlo) un nostro antenatole guardava e provava le stesse intense emozioni che proviamo noi.

addio monti sorgenti dalle acque, cime ineguali note solo a chi è vissuto tra voi

berso ha detto...

io sapevo esistesse anche "la California" in toscana.
mah, grazie della bella storia

sergiott ha detto...

ciao berso: e ci sono stato, proprio più avanti si arriva a Bolgheri, poi a Castagneto C.
che bevute Morellino, Rosso di Montescudaio, Paleo, Ornellaia e chi più ne ha più ne metta (borsellino permettendo).

ciao

Mimmo ha detto...

WOW!!! che bontà!!!!

Tatiana ha detto...

questo arrosto voglioproprio provarlo, grazie sergiottaspetto allora la tua preparazione... per iniziare il prosciutto d'oca

Anonimo ha detto...

Inappuntabile, caro Sergiott, il tuo viaggio stendhaliano nel Brianzashire.

P.S. Lo sapevi che il Manzo alla California è il piatto preferito di Sua Maestà Silvio I°? Sua mamma Rosa glielo prepara sempre, quando passa per le Reali Cucine di Macherio.

Brian

sergiott ha detto...

hello brian: silvio grande intenditore, tutte le gioie della vita sono sue!
Mi inchino con dovuta devozione a Lui e alla cucina di sua mamma.
Che gli possa andare di traverso il boccone!

se vedum

Anonimo ha detto...

caro sergio,da varese concordo con quello che hai detto a brian in quanto al boccone di traverso.
poi io il manzo alla california non lo conoscevo,per me è un piatto nuovo e presto lo farò.

illuminaci con qualche cosa di particolare per le feste di natale.
GRAZIE!!!