
Non si scappa! Regolarmente, la falciatura del prato bisogna farla. Il primo taglio, dalle nostre parti, si chiama “maggengo” e sembra che sia proprio l’erba migliore per l’alimentazione del bestiame.
Conosco alla perfezione ogni angolo del mio prato. A prima vista può sembrare, che un prato sia un mescolanza regolare e simmetrica, di erbe di ogni genere, ma osservando attentamente possiamo notare che alcune erbe prediligono posti particolari. Proprio come le persone, ci sono erbe che la fanno da padrona, e riescono con la loro “prepotenza” a sopraffare quelle più deboli.
In qualche angolo nascosto, poco raggiunto dai raggi solari , rispunta ogni anno qualche pianta di felce; adagia i suoi rami sul terreno spoglio come un sultano seduto sul sofà.
Il trifoglio è appena fiorito, e le api golose ne suggono il nettare dai suoi fiori violetti. La mentuccia occupa un angolo verso la palizzata, proprio lungo il sentiero, ha scelto quel luogo (dove passa la gente) per fare sfoggio del suo aroma. La gramigna, è la regina incontrastata dei prati, mi piace lasciarla fiorire e godere delle sue lucenti spighe. La borraggine un tempo confinata nell’orto, oramai ha conquistato la propria in indipendenza, e vaga libera di crescere dove le pare.
Ogni anno tutti questi attori, si preparano per la loro rappresentazione.
Tutti gli anni uguale, ma sempre un poco diversa a seconda dei capricci del regista Tempo. Incomincia lo spettacolo, il taglio del maggengo.
Conosco alla perfezione ogni angolo del mio prato. A prima vista può sembrare, che un prato sia un mescolanza regolare e simmetrica, di erbe di ogni genere, ma osservando attentamente possiamo notare che alcune erbe prediligono posti particolari. Proprio come le persone, ci sono erbe che la fanno da padrona, e riescono con la loro “prepotenza” a sopraffare quelle più deboli.
In qualche angolo nascosto, poco raggiunto dai raggi solari , rispunta ogni anno qualche pianta di felce; adagia i suoi rami sul terreno spoglio come un sultano seduto sul sofà.
Il trifoglio è appena fiorito, e le api golose ne suggono il nettare dai suoi fiori violetti. La mentuccia occupa un angolo verso la palizzata, proprio lungo il sentiero, ha scelto quel luogo (dove passa la gente) per fare sfoggio del suo aroma. La gramigna, è la regina incontrastata dei prati, mi piace lasciarla fiorire e godere delle sue lucenti spighe. La borraggine un tempo confinata nell’orto, oramai ha conquistato la propria in indipendenza, e vaga libera di crescere dove le pare.
Ogni anno tutti questi attori, si preparano per la loro rappresentazione.
Tutti gli anni uguale, ma sempre un poco diversa a seconda dei capricci del regista Tempo. Incomincia lo spettacolo, il taglio del maggengo.
La falce, da noi si chiama ranza. C’è una bella canzone popolare dedicata a essa, la metrica musicale ne cadenza il gesto ripetitivo e regolare. E’ davvero un peccato che oramai sia andata in disuso, che non si possa più sentire il suo sibilo nell’erba; e non si possa più vedere il virtuosismo del falciatore che accarezzava la falce con la cote per affilarla.
Altre falci moderne tagliano il prato. Anch’io ne utilizzo una simile, più rumorosa, meno poetica ( il progresso esige il suo conto).
Ogni erba, quando viene tagliata rilascia nell’aria il suo particolare profumo che mescolandosi con gli altri, crea quel buon odore di fieno.
L’odore che più mi piace è quello del serpillo, mi ricorda i pascoli in montagna. Nel mio prato ha un posto d’onore, ed oltretutto essendo una pianta che non cresce in altezza, viene risparmiato dal taglio.
Il suo compito principale, è quello di insaporire le pietanze, dona al cibo il profumo del prato.

Pollo allo spiedo
- un pollo grosso
- limone
- una bella manciata di serpillo
- aglio
- sale e pepe
Il pollo con la sua carne duttile, si presta a mille preparazioni, ma quando è cotto allo spiedo, magari ripieno di erbe aromatiche, allora sì che si può chiamare: piatto da Re.
Pulire e fiammaggiare un pollo grosso riempire l'interno con una bella manciata di serpillo e alcuni spicchi di aglio, sale e pepe . Strofinare la pelle con un mezzo limone prima di mettere a cuocere. Accompagnare con patate cotte al forno.


