24 dicembre 2007

Profumo di Natale


Ecco! Assolte le ultime pastoie (?) burocratiche, finalmente posso, con animo sereno, immergermi nell’atmosfera di Natale. Quest’anno è stata più dura del solito, forse la fatica di aver strappato troppe pagine sui calendari incomincia a farsi sentire, anche le ore utili si sono accorciate, Morfeo reclama la sua parte, sempre più copiosa.

L’ultimo cliente, mi guarda perplesso forse mi compatisce. Lo capisco. Un “estraneo” turba i festeggiamenti del loro reparto. Bicchieri di carta semivuoti, briciole di torrone, panettone e pandoro sono sparse su tutte le scrivanie. Un raggio di sole illumina alcune bottiglie stappate e riflette sulla parete i bagliori colorati di un anonimo prosecco.

I computers inoperosi da tempo fanno bella mostra dei più svariati sfondi natalizi, qualche biglietto d’auguri, assieme alle “Buone Feste” mostra compiacente il marchio dello sponsor. La busta, strappata di fretta giace calpestata accanto al cestino. L’impronta di una scarpa come annullo postale…
-Vuol bere un poco di vino?- mi dice qualcuno. – Bracchetto..lo conosce?- conclude porgendomi la bottiglia tiepida. – Grazie…Auguri -… (gasph!) anche il bicchiere è di seconda mano; fa niente, è il pensiero che conta.

Nove tornanti e la città si allontana, i rumori si assopiscono dolcemente, la mia vicina sta uscendo coi cani, nel cielo neanche una nuvola, i fiori giallini del calicanto spargono il loro profumo.
Il tepore della casa è diverso dal solito. Profumo del brodo di carne, del ripieno per i ravioli, della sfoglia appena tirata, di muschio e di abete…Finalmente profumo di Natale.
Buona vigilia cari amici, vi immagino tutti impegnati nelle vostre cucine per profumare di dolce questo Natale

15 dicembre 2007

Natale


Mi ritrovo come un aborigeno scagliato nel centro di New York. Le strane luci multiformi non assomigliano al cielo stellato australe. Queste stravaganti costellazioni, che a volte assumono sembianze antropomorfe, mi offuscano la vista, pesano sopra le spalle come fossero appoggiate proprio sopra ad esse. Bagliori, che confondo la rotta del viaggiatore che ingannato, smarrisce la via.

Scende a valle il boscaiolo, con passo sicuro. Scorge lontano la debole luce del suo focolare, l’attende il tepore di un ciocco che arde dietro ai vetri appannati di una piccola finestra. Orione è già alto, inclinato ad oriente, con Sirio che brilla nel cielo come una gemma… aspetta un bambino che nasce.

Automobili, come branchi di fiere affamate, richiamate da striduli canti si scagliano sulla preda. Tutto scompare nelle loro metalliche fauci aperte. Rimane soltanto il cigolio assordante di uno sgangherato carrello che con voce stonata accompagna “gingol bel-gingol bel”.

Udii nel sonno le ciaramelle… vorrei davvero udirle, in lontananza, aspettarle come un ingenuo bimbo aspetta trepidante la mattina di Natale. Ma, ci sono in cielo tutte stelle? Ci sono (ancora) i lumi nelle capanne? Oppure, tutto è nascosto, celato al nostro sguardo da luci accecanti e suoni assordanti?

Babbo Natale a gettone, cinquanta euro mezza giornata caramelle comprese. Però coi grandi non parla! Babbo Natale clonato, mi sorride gioioso e frizzante. Babbo Natale impazzito mi invita ad entrare. Babbo Natale sudato mi aiuta a cercare. Ma è tardi ed anche loro, i Babbo Natale dovran riposare.

Le campane levate, in attesa di un concerto. I campanari serrano le corde in attesa di un comando: -Vai con la prima. Seconda. Terza.- Comincia il concerto, con connaturata maestria, mentre la corda scorre tra le mani callose, il vecchio campanaro. E dalle bronzee bocche ricamate, un suono si propaga per tutta la valle. Infagottati nei tabarri i grandi si avviano verso la piccola chiesa. I piccoli, dormono e sognano… un bimbo che nasce.

Col miele lo zucchero si sta addensando, la nonna rigira in continuazione con un vecchio cucchiaio di legno. Sul tavolo, mandorle, noci, nocciole, cedro candito, scorzette di arancia, ciliegie candite e fichi secchi aspettano di essere amalgamati con gli albumi, e poi sposati con: cannella, noce moscata, zenzero in polvere e pepe.
Ecco, che poi il dolce sciroppo dorato si amalgama con il composto di frutta secca e spezie, ci vuole energia e mano sapiente. Un bicchierino di grappa contadina, regala un aroma speciale, e rende il composto più amico. Il forno già caldo (150°) aspetta il regalo. Quaranta minuti, perché sia pronto, sfornare e lasciar raffreddare, poi cospargere il dolce con zucchero al velo, poiché deve intonarsi al paesaggio invernale.
Felice Natale amici miei. Che gli Dei vi siano propizi.

09 dicembre 2007

"Qualcun altro"


- Certamente…Abbiamo facilitato il compito – Dice un tizio con fare sornione. -Adesso è tutto più facile, alcune procedure sono state automatizzate…basta un clik.-

Le ultime parole famose, reciterebbe il titolo di un noto giornaletto enigmistico, peccato che poi, le promesse tanto decantate non vengono mai mantenute. Ma questo noi lo sapevamo già. Non siamo certo gli ultimi arrivati, queste parole le abbiamo sentite centinaia di volte, ma poi i conti con la realtà hanno sempre dimostrato il contrario.

Tutto questo ha avuto inizio in un aula gelida al primo piano di una brutto edificio situato in una via rumorosissima nel centro di Milano. Un progetto che coinvolge centinaia di persone e che dovrà servire a tutti gli esseri umani che abitano la nostra amata regione.

Un occhiata al programma della giornata, tanto per sapere in anticipo cosa ci aspetterà e soprattutto per poter capire se siamo proprio noi le persone adatte o se in nostra vece qualcun altro avrebbe dovuto esserci. Bastano pochi istanti per capire che quel “Qualcun altro” ci ha nuovamente fregato. Di questi personaggi, l’azienda per la quale lavoro, e piena zeppa. La loro mansione è altisonatamente definita con un appellativo (sempre in inglese) del quale solo loro conoscono la traduzione.

I relatori si susseguono in bell’ordine, ognuno di loro dovrebbe farci capire e soprattutto convincerci che quello che ci stanno dicendo, ma noi siamo gente abituata a combattere in prima linea, sappiamo benissimo dove andremo a finire: ad una sicura disfatta!

Nel frattempo, i nostri “Qualcun altro” se la stanno godendo e con grande impegno pianificano, organizzano , predispongono, programmano un lavoro del quale nulla sanno, e soprattutto nulla vogliono sapere. Loro, si fidano solo dei loro simili. Sanno che non possono sbagliare. Chi ha deciso per quel verso l’ha fatto con professionalità, avvalendosi di statistiche precise… che però, non tengono conto della realtà.

Ed in questa dura realtà, ho dovuto sbattere la testa con una violenza che mi ha atterrito fisicamente e psichicamente. Non avrei mai creduto che l’arroganza potesse arrivare a questi livelli.
Mi sono ritrovato solo, a dover combattere un nemico infinitamente più forte di me.

Il cibo in questo caso fa le veci di un medicinale, deve ricolmarmi e darmi soddisfazione, questa volta mi tuffo ingordo e immagino “Qualcun altro” con le tonsille talmente gonfie da non permettere neppure il semplice gesto della deglutizione.
Salame vaniglia e mortadella di fegato con lenticchie di Castelluccio. Da assumersi solo in caso di forte depressione, e con espressa richiesta del medico curante




01 dicembre 2007

Cestini gastronomici

Lemme lemme anche quest’anno sta volgendo al termine: le vetrine e le luminarie tipiche di questo periodo ce lo ricordano costantemente. Anche le persone vivono questo periodo dell’anno con un’insolita frenesia, si accalcano, non sempre, in buon ordine nei negozi ed in particolar modo nei grandi ipermercati bardati a festa per l’occasione straordinaria.

Il consumismo, tipico della nostra società moderna, in questo periodo diventa “gioioso”. Forse saranno gli addobbi, o forse le confezioni accattivanti, oppure tutto l’insieme che ci rende meno propensi all’oculatezza, tanto è vero che compaiono merci e prodotti che nessuno di noi mai si sognerebbe di acquistare in un altro periodo dell’anno.

I cestini gastronomici sono la mia passione: penso, con curiosità, alla faccia di chi li riceverà in dono, che dopo aver scartato il pacco si troverà davanti agli occhi lo stesso cesto visto al supermercato, per un mese filato. Perlomeno, è tutta roba commestibile. Niente che rimarrà ad occupare la casa per gli anni a venire: a meno che… nella confezione non ci sia qualche soprammobile o qualche diavoleria di dubbio gusto.

Quest’anno poi, i prezzi sono saliti alle stelle. Per chi vuole risparmiare c’è il cesto allegro: panettone, spumante, torrone (piccolo), frutta secca, praline e caffé, tutte cose che ognuno di noi in questo periodo ha già in casa. Regalo comunque azzeccato per un single intristito. Quando vedrà il cesto si deprimerà ancor di più.

Per gli amanti della musica c’è l’imbarazzo della scelta, potrà scegliere tra romanza, sinfonia, preludio e minuetto. Ovviamente, sinfonia rappresenta il massimo ci trovi pure le introvabili lenticchie di Castelluccio ed una bottiglia di Scotch mai vista prima.

Se proprio si vuole strafare, per essere sicuri che il nostro regalo sia graditissimo dovremo fare affidamento sul cesto prestige, questa volta non si scherza, Champagne e Foie gras entier compreso, roba da veri intenditori da centellinare con oculatezza: considerando che il vasetto del Foie gras è davvero piccolo (130 gr).

Il reparto vini e liquori compete in ugual misura, sia in fantasia sia nei prezzi che possono raggiungere cifre astronomiche, perlomeno per la media dei clienti del supermercato. Stranamente in questo periodo mancano le offerte sottocosto, solo qualche taglio di carne e qualche frutto oramai vecchiotto ha il bollino -30%.

Io sono palesemente un autarchico, mi piacciono le cose artigianali, fatte in casa: hanno più poesia e mantengono un tocco caratteristico che le contraddistingue da quelle prodotte industrialmente; certamente, in proprio non si può fare tutto, ma con un poco di impegno e soprattutto di fantasia i risultati non mancheranno di sicuro.

Per il mercatino di natale Laura costruisce delle bellissime streghine, partendo da un barattolo di vetro di recupero: sono bellissime certamente andranno a ruba. Intanto assaggio la lonza di maiale affumicata che tempo fa ho preparato per queste festività. La accompagno con una fetta di focaccia, preparata con la farina di spelta; proprio adatta per un salume casalingo.