11 giugno 2008

Patata lessa


Non mi è dato conoscere l’inizio di questa “storia”. Una combinazione di svariati fattori che piano piano, con impercettibili cambiamenti, mi hanno condotto a questo mal agognato traguardo. Probabilmente, tutto è iniziato molti anni orsono.

La scelta di essere un buongustaio (ingordo, insaziabile ghiottone), è incominciata per caso senza che me ne rendessi conto. Anche la famiglia ha avuto le sue colpe: mio padre cucinava con una soavità quasi allarmante, sembrava in estasi davanti ad una fumante pentola di spezzatino con i funghi, rigirava il suo capolavoro con una grazia impareggiabile, mentre rigirava, con gesti ancestrali, la polenta che lo doveva accompagnare. A tavola era sempre una festa, anche se c’era solo il suo indimenticabile tortino di patate e formaggio. Io mi rendevo conto di questa grazia ricevuta e fin da allora ho capito che cucinare, in famiglia, era un atto d’amore verso il cibo (allora scarso), ma soprattutto verso i commensali.

In quegli anni, l’abbondanza non era certamente l’ingrediente più abbondante. La regola di non sprecare era imperativa. Nei piatti doveva rimanere solo il bianco immacolato della porcellana. Gli avanzi servivano per altre preparazioni oppure, semplicemente riscaldati, erano il pranzo o la cena per i giorni seguenti.

In questo modo ho imparato a mangiare, senza scartare il grasso del prosciutto, o quelle venature morbide e saporite dell’arrosto legato. Ho imparato a pulire il piatto con un pezzo di pane come a voler raccoglierne l’impegno di chi l’aveva preparato (e quanta fatica mi costa rinunciare a quel gesto, quando sono ospite nei posti “per bene”).

A questo punto, l’apparato digerente, macchina perfetta (?) laboratorio chimico senza coscienza incomincia a porre i suoi paletti. Trasforma in energia tutto quello che serve, invia calore ai muscoli, vivacità al cervello, calcio alle ossa. Trasforma il cibo in energia per poter lavorare, studiare o semplicemente in un giro di walzer. Ma…da qualche parte ecco che si verifica l’imprevedibile: una piccolissima parte di quella energia si concentra fino a diventare minerale depositato in qualche parte del corpo come una sentinella pronta a dare l’allarme.

Una fitta improvvisa alla bocca dello stomaco, il dolore pervade tutto il corpo, il respiro diventa affannoso il cuore incomincia ad accelerare i battiti, l’oppressione si fa sempre più acuta, via…di corsa.

Pronto soccorso, un ago nella vena, elettrocardiogramma, domande alle quali non riesci a rispondere, le gocce della flebo che scandiscono il tempo come un metrononomo, antidolorifici che non alleviano il dolore… la sentinella si è mossa ha dato l’allarme trafiggendoti con la sua lancia acuminata.

Con lo sventurato compagno di camera, non facciamo altro che parlare di cibo, ha comperato un libro di ricette e me ne decanta la bontà. Passano i carrelli, servono il “pranzo” ai fortunati che possono mangiare, non noi. Immaginiamo nascosti in quei vassoi grigi anonimi i più deliziosi manicaretti. Ci accontentiamo delle gocce trasparenti di soluzione zuccherina(?) che ritmicamente accompagnano i nostri discorsi.

“Dieta leggera” dopo giorni di noiosissime flebo finalmente qualcosa di solido. Apro con emozione il piccolo contenitore bianco…Patate lessate! Porto alla bocca il primo boccone dopo giorni di astinenza, sento il sapore della patata, ne centellino il suo aroma cerco di scorgerne il sapore della terra. In quel preciso momento mi rendo consapevole dell’infinita bontà delle cose semplici.

Domani rientro in ospedale per la battaglia finale, con l’aiuto del chirurgo annienteremo tutte le sentinelle e i loro paletti acuminati. Chissà se mi daranno ancora le patate lessate.

10 commenti:

Loste ha detto...

Che caz..pita hai combinato ??!? :)
Cerchiamo di non fare scherzi è ! Che qui facciamo tutti il tifo per te, altro che per l'italia in Svizzera.
Un caro abbraccio.

Marco

cuochetta ha detto...

Ci sei mancato tantissimo e mi spiace leggerne il motivo di cotal assenza.... Forza Sergio, siamo tutti con te domattina affronteremo con i nostri pensieri questa battaglia INSIEME A TE!

ti abbraccio
Anna

CoCò ha detto...

Sergiott in bocca al lupo e ti aspettiamo tutti per un festoso rientro seppure fatto di cibi semplici e prosciutto sgrassato

Aiuolik ha detto...

Sergiott, grazie di aver trovato il tempo di passare a trovarmi nonostante tutte queste vicessitudini.

Ti giunga il mio abbraccio virtuale con tutto il mio affetto reale...e ti rivoglio presto in forma perfetta!
A presto!
Aiuolik

Luca Ripellino ha detto...

I più sinceri auguri a un uomo che, anche se "solo" virtualmente, ha saputo trasmettere tutta la sua grande umanità. Forza, che tornerai più poeta e cuoco che mai... Ti siamo tutti vicini! Luca

Gloricetta ha detto...

Ma cosa ci combini? Ti credevo impegnato in un viaggio intorno al mondo alla ricerca di tradizioni culinarie dimenticate! Purtroppo chi come noi vive l"insana passione" per la buona cucina purtroppo prima o poi deve fare i conti anche con questi intoppi. Il mio sostegno virtuale ti accompagni in questa lotta. Un abbraccio. Glò

la belle auberge ha detto...

caro Sergio, ti faccio tanti auguri per l'intervento e per una rapida ripresa.
A presto
eu

nini ha detto...

Anche per me,il piatto doveva essere finito, e attenzione alle croste del formaggio..papà controllava..!
Spero che la tua salute migliori..dopo un periodo a patate.
A me piacciono le patatine novelle...
Forza!!

marguerited ha detto...

ciao
che disavventura, mi dispiace molto.
E' molto ricco di umanità quessto tuo post
ti auguro cose belle
marguerite

adina ha detto...

ehi.. sergiott, passavo sempre e non vedevo nulla di nuovo.. poi ho smesso di frequentare i blog, un periodo di stanchezza, e mi ritrovo il tuo commentino.. è tornato!! corro qui, e leggo. quel todo bien del post successivo mi lascia ben sperare! un grande abbraccio!! e w le patate!!