15 luglio 2008

soave come una carezza.


Le braccia…saldamente attaccate al tronco si muovono a nostro piacimento, per prendere un oggetto, o per fare una carezza; allora, hanno bisogno della collaborazione della mano, la quale obbedendo anch’essa al volere del nostro pensiero raggiunge le guance dell’amata e delicatamente ne percorre un tenero sentiero. Gli occhi, per magia, si illuminano di una luce sfavillante e, da buoni compagni di viaggio, accompagnano questo gesto delicato.

Il cuore incomincia ad accelerare quasi volesse infondere nuova energia, a questo gesto amorevole.

L’acqua non inizia mai a bollire quando la si sta a guardare, appena ti volti…BLUP BLUP allora velocemente butti la pasta, una prima rimestata e via. Bisogna apparecchiare la tovaglia: si distendono le pieghe con ambedue i palmi delle mani, è un gesto d’amore, di rispetto, come mettere un fiore in centro tavola.

Il cuore incomincia ad accelerare quasi volesse infondere nuova energia, a questo gesto amorevole.

Le posate, quelle del cassetto in cucina, le solite che si usano tutti i giorni, potrebbero raccontare la storia della famiglia, sono una diversa dall’altra: quelle della nonna, belle grandi che quasi a voler far contrappunto, ricordano i tempi della poca abbondanza. Qualcuna ha delle strane incisioni, probabilmente erano segni di riconoscimento, come le iniziali di qualcun’altra che non corrispondono a nessun nome noto: che siano parte di una lontana refurtiva? Con pazienza ne scegli quattro uguali (che fatica), e assieme con i coltelli le dispongo con cura accanto ai piatti.

Il cuore incomincia ad accelerare quasi volesse infondere nuova energia, a questo gesto amorevole.

Ho scelto un filetto di maiale, con cura ho tolto quelle pellecchie che il macellaio non vuole mai togliere. Ho preparato una marinatura con sale aromatico, vino bianco, poco olio e delle erbe di Provenza che mi ha regalato il mio amico Maurizio. Il tutto, carne compresa, va dimenticato sigillato con la pellicola per qualche giorno in frigorifero (mi raccomando).

L’idea è di cuocere sulla griglia, ma il rischio è che la carne diventi stopposa anche dopo una lunga marinatura, pertanto l’idea di incidere le rondelle di carne e mettere in centro di ognuna un pomodorino di Pachino spellato ed aromatizzato con gli aromi freschi mi sembra ottima.
Addirittura è il caso di preparare un pesto di erbe aromatiche molto liquido che servirà sia in cottura che come accompagnamento finale.

La brace dovrà essere al punto giusto per il filetto, un sottile strato di cenere la coprirà come un velo da sposa, adagio delicatamente le fette di carne, le rigiro due volte, e porto in tavola su piatti caldissimi questa delizia che si scioglierà nella bocca senza doverla masticare.

Il cuore incomincia ad accelerare quasi volesse infondere nuova energia, a questo gesto amorevole.
Dedicato a tutti gli amici, e le amiche (del cuore).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

quanta delicatezza in quello che scrivi!
è vera poesia!!!
GRAZIE.
com.a varese

Gunther K.Fuchs ha detto...

è sempre un piacere venirti a trovare per le belle parole, imparo italiano come non mai e mi mette una grande serenità , grazie

Aiuolik ha detto...

Vista la dedica...io prendo un po' di carne, le posate vanno bene anche spaiate, tanto siamo in famiglia ;-)

Un abbraccio!
Aiuolik

sergiott ha detto...

grazie per i vostri commenti bellissimi.

a presto