26 agosto 2008

Santa polenta

 

Oropa

Gli abitanti di Fontanamora, osservavano il cielo con trepidazione. Le nuvole ancora una volta si addensavano a coprire la luce del sole, presto un altro temporale carico di grandine e fulmini avrebbe sconvolto il poco raccolto salvato. Anche l’inverno passato era stato terribile. Delle povere scorte, accumulate con fatica, restava solamente la polvere dei sacchi vuoti. Le donne raccattavano quei pochi chicchi di granoturco scampati all’avidità dei topi che da sempre contendevano il cibo con gli uomini. L’unico rimedio, per quella povera gente, era la fede. E già come da centinaia d’anni facevano i loro avi, anche loro si accingevano a compiere quel rito propiziatorio che solo poteva combattere quella natura, a vote, nemica.

 

La partenza come al solito avveniva verso la mezzanotte, uomini donne, bambini strappati dai loro sogni si ritrovavano nella piazza del villaggio di Pillaz per andare a rendere omaggio alla Madonna Nera. Percorrevano le mulattiere e i sentieri che costeggiano i laghi alpini Vargno, Lei, Long e Barma per raggiungere, ancora con la luce delle stelle il colle di Barma

 

E finalmente si poteva sostare prima di affrontare la ripida discesa verso il versante Biellese. Gli uomini allora annodavano al collo il fazzoletto bianco, simbolo del battesimo, e aprivano la processione seguiti dai canti e dalle predicazioni dei sacerdoti. Dopo dodici ore di cammino giungevano al santuario della Madonna nera e, a due a due di inginocchiavano e ne baciavano la soglia. Anche questa volta il miracolo sarebbe compiuto, la grande Madre nera avrebbe avuto compassione di quei suoi poveri figli.

 

Il resto della giornata passava tra il riposo e la fede, un poco di farina il formaggio e il burro degli alpeggi e l’acqua santa benedetta di quel posto, assieme alla sapienza della tradizione costituiva la forza necessaria per il lungo cammino del ritorno.

Polenta concia (santa polenta)

Ingredienti:

  • acqua 1 l.
  • farina di grano 200 g.
  • toma biellese morbida 300 g.
  • burro fresco 200 g.
  • grana padano 100 g.
  • sale grosso

 

Preparazione:

Si versa l'acqua in un paiolo di rame e si porta ad ebollizione, si sala; si versa la farina a pioggia, mescolando con un grosso cucchiaio di legno e si fa cuocere per 35/40 minuti a fiamma bassa. A questo punto si aggiunge la toma tagliata a pezzetti e si cuoce per alcuni minuti, sempre mescolando. Si versa in una zuppiera di terracotta calda e si incorporano il parmigiano ed il burro, fatto soffriggere a parte sino a che diventa color nocciola. Servire utilizzando il mestolo.

Raccomandazione: se vi manca l’acqua d’Oropa, la toma fresca di quelle valli, il burro e la sapienza ancestrale di quella gente lasciate stare, meglio andarci di persona per gustare una “Santa polenta”

12 commenti:

Eleonora ha detto...

Buonasera! Sono un' amica di Dario e volevo complimentarmi per questo interessantissimo blog; specialmente per le numerose ricette lariane (come il sashimi in versione laghée), ma soprattutto per tutte le impressioni e gli episodi narrati, come quello della ricetta della ciambella di noci e miele recapitatavi scritta a mano dalla vostra vicina (sebbene, purtroppo, io sia allergica alle noci).

Per quanto riguarda quest' ultimo post, credo che dovro' gustarmi presto una "santa polenta" come si deve!

Saluti

Lola

sergiott ha detto...

Cara Eleonora, un grande benvenuta nella mia "cucina".

cuochetta ha detto...

Ciao Sergio... da una vita che non passavo di qua... mi sono disintossicata dal pc questi due mesi ... Oropa è molto vicina a Torino... mi sa mi sa che una bella e santa polenta ci sta da Dio!

Un bacio
Anna

Aiuolik ha detto...

Io mi sa che seguo la tua raccomandazione e faccio un salto da quelle parti per provarla...anche se non so quando :-)

Ciaooo,
Aiuolik

caravaggio ha detto...

bel post e sapida polenta buona giornata

sergiott ha detto...

cuochetta: saggia idea la disintossicazione da PC, andrebbe fatta almeno una volta all'anno (per due mesi).In quanto alla polenta d'Oropa...non fartela mancare.
aiuolik (amica del cuore) i benefici della "santa polenta" sono molteplici: sazia e rafforza l'animo ma date le porzioni bisogna fare attenzione alla dieta.

caravaggio: un benvenuto affettuoso.

Pizzetta ha detto...

che buona questa polenta! E nonostante il caldo, che almeno qui è tornato afoso e umido, mi viene voglia di mangiarla, e presto!
Blog molto gustoso, il tuo!

Mariluna ha detto...

Santa polenta ti adoro!!!!...sono qui da Pizzetta ed é un piacere scoprire tante cose interessanti che insegnano...giusto appunto...se non trovo il formaggio piemontese...sai bene in francia ci sono tantissimi buoni formaggi...quale ci potrei accostare a questa polenta concia??? perché sia il più possibile simile!!!
Verro' spesso a prendere consigli e insegnamenti i tuoi racconti sono da leggere con calma.
Buon WE

sergiott ha detto...

pizzetta e mariluna: passo da voi per una visita doverosa.

ciao

Mariluna ha detto...

Grazie ci voglio provare quanto prima, a fare la polenta s'intende...

Marcello Valentino ha detto...

Anche se lontana dalla mia cucina, la polenta è comunque un piatto che mi preparo e che gradisco spesso in inverno....

sergiott ha detto...

marcello, e sì, è tipicamente invernale... però in montagna non se la fanno mancare neanche in estate. Fette di polenta fredda passata alla griglia accompagnate con la sopressa vicentina...che meraviglia!

ciao