17 ottobre 2008

Trattori e panissa

trattori  

Incantato, mentre osservo lo sbuffare dei trattori, mentre ascolto i battiti del loro cuore ancora possente, nonostante gli anni trascorsi ad arare e dissodare il duro terreno. Queste macchine agricole hanno vissuto la fatica delle mondine, hanno gioito sentendo le loro canzoni, hanno condiviso, con loro, gioie e sudore.  Alcuni, per loro fortuna, non hanno subito l'onta dell'abbandono, restano, come viventi fotografie, per ricordare tempi  passati, quando la vita scorreva con ritmi meno frenetici. Oggi sfilano in parata, e come veterani dei campi mostrano la loro  forza nello svolgere, ancora una volta, il lavoro nelle risaie. Devono preparare il letto che accoglierà le minute piantine, solidificare gli argini per contenere l’acqua che a primavera scenderà dalle vicine montagne.

Questa acqua fresca e pura è il segreto della qualità del riso della Baraggia Biellese, mantiene la temperatura costante, sia in primavere che in estate e il raccolto gode di questa ricchezza naturale. La Baraggia è un’area dove si produce riso, è situata nel nord est del Piemonte ai piedi del Monte Rosa, nelle province di Biella e di Vercelli. Il clima è caratterizzato da mesi estivi piuttosto freschi e la presenza di acque fredde; le risaie di Baraggia sono le prime ad essere inondate dai torrenti di montagna. Per queste caratteristiche e per la cura con cui esso è coltivato, il riso di Baraggia ha una maggior tenuta alla cottura, una superiore consistenza e una minore collosità. Il primo e unico riso che, per il momento, ha conquistato la Denominazione d’origine protetta.

Sono ospite dell’azienda agricola Guerrini (www.risoguerrini.it), che da cinque anni organizza la “giornata del nuovo raccolto”. Una vecchia azienda gestita da giovani intraprendenti che accolgono gli ospiti nell’aia dove si possono ammirare vecchie attrezzature, una mostra fotografica sulle mondine e si può gironzolare ammirando bancarelle che propongono prodotti tradizionali della zona circostante ( salumi, vino, frutta ecc.). In un altro edificio sono in azione le macchine per la pilatura del riso, e qui si può toccare con mano la nuova produzione, che si potrà acquistare nello spaccio attiguo.

Nell’angolo cucina si sta preparando la panissa per la moltitudine di ospiti che verso mezzogiorno non si faranno di certo attendere impreparati. Davanti ad una simile bontà non ci può tirare indietro e, anche se la giornata e calda e la fila consistente, Laura conquista due abbondanti porzioni di panissa che abbordiamo dopo aver preparato lo stomaco con una porzione di salumi vari e un paio (per il momento) di bicchieri di rosso.

panissa-2

La Panissa

Ingredienti

Preparazione

  • 1 cipolla
  • brodo q.b
  • 100g di lardo
  • 1 salame sottograsso
  • 300g di fagioli di Salussola
  • 2 bicchieri di barbera
  • 350g di riso di Baraggia
  • 2 cucchiai di olio
  • 40g di parmigiano
  • sale q.b.
Mettere ad ammollare i fagioli per dodici ore, poi cuocerli in acqua salata, soffriggere la cipolla, il lardo e il salame sbiciolato con poco olio. Versate il riso e tostarlo qualche minuto. Aggiungere il vino e lasciarlo evaporare. Aggiungere il brodo e i fagioli poco alla volta.Qalche minuto prima di servire  aggiungere il parmiggiano e mantecare per bene. Lasciar riposare qualche minuto prima di servire.
La tradizione vuole che la panissa sia preparata nella pentola di rame, e che abbia una consistenza tale che il mestolo di legno rimanga verticale una volta affondato in essa.

5 commenti:

Loste ha detto...

Siii la Panissa quando vivevo a Lenta la mangiavo in un bar trattoria dove una signora anziana me la serviva su piatti sbeccati.
Che flash ..
Marco

sissi ha detto...

con il freddo che è arrivato oggi a milano questo piatto è ideale...certo che sarebbe lo spunto per decidermi a comprare una pentola in rame... ridarò un'occhiata al mio sito preferito www.kitchenweb.it per ridare un'occhiata sui costi delle pentole in rame e vediamo se farmi un regalo!

sergiott ha detto...

marco: cibi tradizionali, in piatti tradizionali dunque! Mi ricordo i pizzoccheri del Gatto Rosso (val di Mello) piatti sbrecciati e talvolta anche i bicchieri, ma la bontà assolutamente unica.

sissi: non ti far mancare qualche pentola di rame, per certe preparazioni sono assolutamente essenziali, poi il loro colore è di una bellezza assoluta e dona alla cucina un pizzico di calore tradizionale.

ciao

Aiuolik ha detto...

Bella la giornata del nuovo raccolto! La panissa non l'ho mai mangiata ma mi conservo la ricetta per quando farà fresco :-)

Ciaoooo,
Aiuolik

sergiott ha detto...

aiuolik carissima, sono molto "preso" in questi giorni, e purtroppo non ho il tempo di scrivere le mie divagazioni su cucina e dintorni.
La panissa è roba da muratori...però molto golosi!

un bacione.