Senza cuore non fai niente, è il carburante che ti serve per partire, è la passione che ti serve per incominciare, è la voglia di dare agli altri qualcosa che tu ami. Con il cuore si preparano i cibi della memoria, quelli che sono serviti per tirare avanti, e che poi nei tempi dell’abbondanza sono diventati anche preparazioni intellettuali (il minestrone, la ribollita e la pignatta maritata).
Senza cervello non puoi comprendere chi ti sta attorno, chi consumerà il tuo lavoro (qualunque esso sia), t’impegni affinché la realizzazione sia armonica, estetica, appetibile ed apprezzabile. Non vuoi deludere, cerchi di comprendere il gusto degli altri, vuoi sorprendere. Con il cervello si preparano i cibi dell’ospitalità, quelli che devono incantare il commensale, tutte quelle preparazioni che ti fanno sentire intenditore (il branzino al sale, la faraona in crosta e il ragout napoletano detto alla genovese).
Il ventre (anarchico), non da retta a nessuno, si governa da solo, comanda e basta! Ritorni a casa. E’ notte inoltrata. Apri il frigorifero. Addenti un avanzo di pizza fredda, stantia: chi credi che te l’abbia chiesta? LUI ! Hai un appagamento, che neanche un amplesso può darti, in quel preciso momento. Il ventre te lo dice subito; questo e buono, questo lo desidero, questo lo voglio.
Dal ventre, nascono tutte le cose più buone (benedetto il frutto del ventre tuo), e il cuoco lo sa. Col ventre si preparano i cibi assoluti, la trippa, la fiorentina, la zuppa di pesce).
“che sia cuore, che sia cervello, che sia ventre, l’importante che ci sia sempre qualcosa da mangiare”.
Senza cervello non puoi comprendere chi ti sta attorno, chi consumerà il tuo lavoro (qualunque esso sia), t’impegni affinché la realizzazione sia armonica, estetica, appetibile ed apprezzabile. Non vuoi deludere, cerchi di comprendere il gusto degli altri, vuoi sorprendere. Con il cervello si preparano i cibi dell’ospitalità, quelli che devono incantare il commensale, tutte quelle preparazioni che ti fanno sentire intenditore (il branzino al sale, la faraona in crosta e il ragout napoletano detto alla genovese).
Il ventre (anarchico), non da retta a nessuno, si governa da solo, comanda e basta! Ritorni a casa. E’ notte inoltrata. Apri il frigorifero. Addenti un avanzo di pizza fredda, stantia: chi credi che te l’abbia chiesta? LUI ! Hai un appagamento, che neanche un amplesso può darti, in quel preciso momento. Il ventre te lo dice subito; questo e buono, questo lo desidero, questo lo voglio.
Dal ventre, nascono tutte le cose più buone (benedetto il frutto del ventre tuo), e il cuoco lo sa. Col ventre si preparano i cibi assoluti, la trippa, la fiorentina, la zuppa di pesce).
“che sia cuore, che sia cervello, che sia ventre, l’importante che ci sia sempre qualcosa da mangiare”.
Questa divagazione è stata usata (con mia grande gioia) per il calendario della cascina San Marco.




