UN UOMO Sento rumori frastornanti. Un baccano stordente. Schiamazzi assordanti… Ecco, portano fuori dalle botteghe, lungo la strada, una trave di abete… E più lontano, vicino al ginnasio, forse anche delle lastre di quercia.
UNA DONNA Non mi si dica che oggi è la Festa del Legno… Non mi si dica che oggi dobbiamo cospargere di segatura gli edifici e i fossati. Io non sono pronta e vorrei amore e non bruciore.
UN UOMO O donna senza cervello e senza pruriti. Non hai capito che questa luna ha tolto i freni ai nostri genitali e, sbrigliati, vanno in cerca di polpa umida e calda…
IL PRIMO MARITO
O Segatura, divina polvere del legno,
io respiro il tuo intenso profumo appena le narici
mi tappi e pian piano giù scendi per la mia trachea,
appena mi sfiori i bronchi io ti sento,
o altissima, e i polmoni.
E i miei alveoli più profondi cantano
per la gioia di averti, o polvere agli Dei vicina,
e con delizia impastarti. Dopo le faticacce del giorno, a casa,
ecco la mia cocca bramarmi e dentro un lettuccio
più caldo della bambagia, ora sussurra....
In questo preciso momento, dopo che le donne avevano copiosamente sparso di segatura tutta la scena, la mia gola soffriva un arsura inaudita. Le successive battute rischiavano veramente di diventare un latrato soffocato. Mai come in quel preciso momento ho desiderato un bicchiere d’acqua (e pensare che eravamo nel bel mezzo di un inondazione generale). Lucidamente, come un miraggio nel deserto, mi sono ricordato di una gelatina (ghiacciata) di mandarini tardivi, che di solito Laura prepara in vece dell’abusato limoncello. Solamente il pensiero mi ha dato sollievo.
Comunque, dopo dueoreequarantacinqueminuti tutto è andato come doveva andare. Applausi per tutti, e oggi, una bellissima pagina sul giornale.

