28 dicembre 2010

Buone Feste



Menu mal che l’è andada, però, che fatica. Tutti gli anni la stessa storia, a cominciare dalla lista della spesa, accuratamente redatta dalla gentil consorte, che sembra la sceneggiatura del film, i Dieci Comandamenti. Forse faccio prima se compro direttamente il supermercato, perlomeno non dovrò sgomitare per accaparrarmi uno degli ultimi mazzi di sedano rimasti sul banco delle verdure che in questo momento sembra la succursale della foresta pluviale del Borneo.

Come mai le carote sono tutte rotte? E dire che sono nei sacchetti! Mi sa che litigano tra loro. Troppe, in così poco spazio. Poi, lo sanno (le carote) la fine che devono fare: le più carine serviranno per il brodo, qualcun’altra per il soffritto. Tutte le altre finiranno in un remoto angolo del frigorifero conosciuto anche col nome di: scomparto avvizzitore.

Le cipolle la fanno franca, salvo che siano dimenticate, in tal caso la vendetta sarà garantita. Le cipolle sono permalose, anche l’aglio, non scherza. Entrambi prediligono il sesso maschile, o forse viceversa. Le cipolle e l’aglio di solito non avvizziscono; troppo facile. Se proprio sono lasciate a loro stesse, dopo un certo tempo, germogliano. A volte, quando si acquistano, sono già germogliate, una sorta di ripicca preventiva, o forse un vezzo di vanità, come la ruota che fa il pavone.

I cardi, quelli gobbi, una sorta di verdura del paleolitico, chissà se fossero graditi anche ai dinosauri? Nel carrello fanno la loro figura, una sorta di vedetta che sopravasta il resto della spesa, sempre a portata di mano. Se finisce male al prossimo banco, sono cardate per tutti.

Poi, peperoni, zucchine, finocchi, insalata ecc. Tutta roba adatta a scongiurare lo scorbuto che incombe durante l’ attraversata delle feste natalizie.

La sceneggiatura dice che è giunta l’ora di affrontare il banco delle carni. Più facile da dire che da farsi. Una sorta di linea Maginot lo protegge dagli assalti di questa legione di affamati. Alle verdure è diverso, ma da questo lato il colore e l’odore del sangue fanno regredire le persone nell’era di Neanderthal. Rinasce il rito del “palpeggio”, e se con le verdure e la frutta ci si limita solo al piccolo tocco, pollice- indice, con i pezzi di polpa, si usa la mano piena. E tra una palpata e l’altra, finiscono nel carrello ossi buchi, gallina, biancostato, reale ed arrosti vari. Il coniglio (intero) no!

Durante le feste natalizie è introvabile, magari fatto a pezzi, si trova, con tutte le sue schegge di ossa che sono un attentato alla salute pubblica, ma che fanno la felicità di odontotecnici e dentisti.

Il coniglio (intero), lo avrei cucinato in porchetta. Messo a tavola fa la sua bella presenza, se poi nessuno lo mangia pazienza, è buono anche freddo nelle giornate che seguiranno, quando gli avanzi la faranno da padrone.

Il cappone, che razza di animale può essere? Una sorta di quelle farfalle che vivono nascoste sotto forma di qualcosaltro, e compaiono in questo mondo solo per pochi giorni a far bella mostra se se stessi. No! A me viene sempre voglia di cappone il 15 Agosto, probabilmente devo ri-sincronizzare i miei ritmi biochimici. Il panettone non lo compro. Ho letto su wiky leaks che i panettoni delle feste natalizie vengono prodotti tutti nel mese di aprile poi vengono stoccati in appositi silos per poi farli riemergere in queste feste.

Ora stanno preparando le colombe e le uova con la sorpresa. Pertanto, per non far mancare un dolce fresco preparerò Una bella Bisciola.

Buone Feste.

La bisciola, è un dolce tipico della cucina valtellinese, non esiste una ricetta codificata, pertanto gli ingredienti, che sono quelli che di solito si potevano trovare in tutte case in questo periodo, possono variare sia per quantità sia per tipologia.

Ingredienti:


250 gr farina bianca (00)
50 gr farina di segale
1 bicchiere di latte (circa 100 ml, meglio se intero)
1 bicchiere di grappa, quanta serve per coprire la frutta secca1 uova
50gr burro
1 cucchiaio di miele
60 gr zucchero integrale

1 cubetto di lievito
150 gr fra noci e nocciole

100 gr uva sultanina
200 gr fichi secchi
La scorza di mezzo limoneQualche bacca di coriandolo (facoltativa)

Mettere a bagno nella grappa i fichi e l'uvetta (meglio lasciarli tutta la notte). Mescolare e setacciare le 2 farine, unire lo zucchero e un pizzico di sale. Tritare grossolanamente la frutta secca. Tritare la scorza del limone. Sgocciolare bene l'uvetta e i fichi, tagliare questi ultimi a pezzetti. Fare a pezzetti il burro e unirlo alla farina. Sciogliere il lievito nel latte tiepido. Unire il latte alle farine, mescolare e unire 1 uovo. Impastare bene e unire la frutta secca e la scorza di limone. Impastare bene e unire i fichi e l'uvetta. Impastare bene e per ultimo unire il miele. Impastare ancora: l'impasto dovrà essere cremoso e appiccicoso. Lasciare lievito in luogo tiepido e lontano dalle correnti d'aria per almeno 1 ora e mezzo. Quando l'impasto è aumentato di un terzo, metterlo su una teglia da forno (coperta da carta forno) e dare una forma rotonda e più alta al centro (come mezzo pallone), incidere la sommità a croce, spennellare con l'uovo sbattuto e infornare in forno già caldo a 200 gradi. Dopo 15 minuti abbassare a 180 gradi e lasciar cuocere ancora per mezz'ora circa (o fino a cottura).

Lasciar riposare la preparazione almeno un giorno prima di gustarla. Se dopo qualche giorno ne rimanesse ancora, gustatela annaffiandola con della buona grappa secca.

4 commenti:

graziella ha detto...

Bhè! Non c'è che dire questo 2010 sa riservare ancora grandi sorprese!!!
Il tuo post!!!
Bellissima la tua recensione, io che ho la posizione privilegiata della cassa per vedere tutto ciò, devo dire che è tutto molto vero!
Bentornato!
Non sparire di nuovo nel 2011!!!
Buona fine e buon principio!

la belle auberge ha detto...

ciao, Sergio! Sei tornato più scoppiettante dei fuochi d'artificio del prossimo Capodanno! E' un vero piacere leggerti sul blog. Ti faccio i migliori auguri per il nuovo anno: che sia portatore di buona salute e momenti lieti.
un abbraccio alla famiglia
eugenia

sergio ha detto...

Carissime, che piacere ritrovare "vecchie" amiche, e che tempesività non l'avrei mai creduto.

Ho ritrovato un vecchio giocattolo, e mi è venuta voglia di giocare ancora un poco.

Riparto sicuramente, tanto il tempo non mi mancherà di certo. Dal momento che i sono ritirato defiitivamente dalla professione che mi ha tenuto impegnato per 41 anni.

Ricambio di tutto cuore i vostri auguri.
Sergio.

Stefania ha detto...

Happy New Year ♥
Moltissimi Auguri
per uno splendido 2011