14 gennaio 2011

Farinata express

farinata
Pizze di ogni varietà, manca quella con i pavesini e le olive, poi tutte le altre categorie fanno bella mostra di se, come se fossero procaci modelle in attesa della passerella. Sola in un angolino, come un brutto anatroccolo, seminascosta la una lussuriosa pizza con tutte le sue stagioni, ammicca una pallida farinata.
Riguardo il mio numerino (quello della fila), tra tre persone tocca a me. La prendo o non la prendo? Il grande dilemma mi assale, una scelta difficile. Certo, l'aspetto non è molto invitante... Poi che diavolo di sapore potrà avere? Magari un’alta volta, dico a me stesso, ma non ne sono ancora certo. Magari un pezzettino, tanto per un assaggio.
Tocca a me. Faccio la mia ordinazione, sempre abbondante rispetto al'appetito del momento, poi sottovoce sussurrando, ordino un pezzettino di farinata. Quando si compra per la prima volta qualcosa che non si conosce, prevale una certa titubanza, una specie di insicurezza. Farò bene o farò male? Sono solo pochi euro, penso tra me, ed esco con i miei cartoccetti.
Mi guardo intorno, trovo un angolino seminascosto, agguanto con desiderio il cartoccetto e sferro (sarà il verbo giusto?) un morso famelico a questo essere freddo e molliccio. La prima impressione è stata quella di addentare un pezzo di cartone ondulato usato. Cerco di comprenderne il gusto. Niente... cartone ondulato, con retrogusto di olio di colza usato, fredda per giunta.
Intanto gli anni passano. E la farinata nel mio modo di pensare, è rimasta solo un sostantivo alquanto deludente finché...
Un camioncino tecnologico, una specie di macchina leonardiana, materializzata come per magia dal codice atlantico occupa un lato di una piazza. Acciaio inox, luccicante. Fuoco che arde scoppiettando, pulegge, manovelle e cinghie dentate che fanno girare due grosse teglie di rame immacolato. Un profumo soave, come se le cucine del paradiso aprissero contemporaneamente tutte le finestre,si spandeva nell'aria satura di mille aromi. Al banco, una signora che sembrava uscita da un film di Fellini, propagandava con accento emiliano verace, il suo prodotto.
Sarà stato il furgoncino tecnologico, o forse il fumo inebriante di legna di faggio o magari le procacità della padrona, col suo accento emiliano che scaturiva dalle labbra infiammate da un vermiglio rossetto, o forse, tutto questo ben di Dio così assortito che ha fatto breccia nella mia resistenza e mi ha fatto crollare da quella vecchia brutta esperienza.
Un sapore intenso, caldo, fatto di roba buona ha preso possesso di tutte le mie papille. Quasi un esperienza mistica, una riscoperta di un sapore autentico che assopito nella notte dei tempi faceva di nuovo capolino nella mia esistenza.
La morale? Diffidate delle pizzerie d'asporto che aprono solo durante la stagione balneare. Dovevo saperlo! Dalle mia parti si dice: -Ufelee fa ul to mestee- riferendosi agli improvvisatori che vogliono sostituirsi a chi veramente il suo mestiere lo sa fare. Poi di seguito... mai arrendesi al primo assaggio. Ma noi da queste parti lo sappiamo.
Dopo gli avvenimenti e le peripezie che ho cercato di descrivervi, la farinata è entrata nella mia cucina. Sono servite vari tentativi prima di arrivare ad ottenere un risultato che assomigliasse un pochino alla " farinata del camioncino" ma devo dire che ne sono soddisfatto. Ho scoperto che si accoppia perfettamente al sapore della salvia fresca. Il suo sapore dipende dalle materie prime, le quali devono essere di primissima qualità. La quantità di impasto deve accordarsi perfettamente con la misura della teglia che si usa. Il forno deve essere caldissimo. E non occorre aspettare tanto tempo dopo aver impastato il tutto, viene benissimo enche se fatta in modo express.
Vi lascio questo rimando per il procedimento, spero che il "gestore del Blog" ne sia felice.

2 commenti:

Aiuolik ha detto...

Carissimo compagno di avventure culianarie,
il posto in Trattoria c'è sempre e durante la tua (lunga) assenza ho provveduto personalmente a spolverarlo :-)
Niente di cui farti perdonare, fa semplicemente piacere averti nuovamente tra i nostri "clienti". La farinata la conosco ma solo perché mangiata in posti non troppo più belli della pizzeria d'asporto di cui parli. Però io sono stata fortunata e qui a Cagliari c'è (c'era?) un posto dove la facevano abbastanza bene. Di fatto però non l'ho mai provata a fare. A mia madre un sassarese dette persino la ricetta (da quelle parti si chiama Fainé), ma poi non la fece mai. Se chiedo a lei sicuramente le faccio perdere tanto tempo ma ritroverebbe la vecchia ricetta. Ma visto che sono tecnologica, magari proverò quella che suggerisci tu.

A presto amico mio!
Aiuolik

Aiuolik ha detto...

Lettera F aggiornata: http://abcincucina.blogspot.com/2011/04/f-come-farinata-e-faine.html

:-)