21 marzo 2011

Ristrutturazione

 

Tacchino-ristrutturato

Chiunque di noi desidererebbe fermare il tempo in un punto preciso del suo inevitabile cammino. Sarebbe bellissimo, da quel preciso momento non cambierebbe più niente. Saremmo sempre giovani, oppure dei vecchi in forma perfetta, anche la stagione sarebbe sempre la stessa… un’eterna primavera. Qualcuno potrebbe obbiettare che non ci sarebbe più il “futuro”, dunque saremmo privati della speranza. Certamente questo è vero, non esisterebbe la speranza, non potremmo godere del cambiamento delle stagioni, e se poi scegliessimo di restare nell’estate non vedremmo più la neve le slitte e babbo natale. V’immaginate un brano musicale, anche il più bello, che si ripete all’infinito?  Non si potrebbe neanche dire che ciò sarebbe una noia mortale, giacché quel termine (mortale) non potrebbe esistere.

La prima tra tutte le cose di cui verremmo privati, se scegliessimo di vivere in un’istantanea che il tempo non potrebbe ingiallire, sarebbe sicuramente la “ristrutturazione”. Dal momento che il tempo, col suo influire, non potrebbe governare più la nostra esistenza, non avremmo il bisogno di dover ristrutturare.

Ho lavorato quarantun’anni nella stessa ditta, perlomeno ho creduto che fosse sempre la stessa. Regolarmente implacabile, ogni anno arrivava puntuale una bella ristrutturazione, e con essa scompariva sempre qualcosa o qualcuno. Ci veniva detto che era per il bene di tutti, che le cose sarebbero andate meglio, ma regolarmente dopo poco, una nuova ristrutturazione era necessaria.

La ristrutturazione per sua natura toglie sempre qualcosa, tende a fare a meno di cose che prima erano necessarie, come le manovelle alzacristalli, per sostituirle con altrettante cose che poi inevitabilmente a loro volta saranno tolte. Alla fine rimarrà solamente l’idea, tutto il resto sarà ristrutturato.


 

Coscia di tacchino ristrutturata

 

Ingredienti

Preparazione

   
  • Fuselli di tacchino
  • Mortadella
  • Cipolla
  • Grana grattugiato
  • Pane grattuggiato
  • Prezzemolo
  • Spezie ( a piacimento)

Il fusello di tacchino è un taglio molto economico, ma abbastanza difficile da preparare per via dei nervi che rendono la carne molto dura. Pertanto se volete che il risultato della vostra preparazione sia aprezzabile dovete ristrutturarlo.

Togliete con attenzione la pelle dalla carne facendo in modo che non venga rotta e lasciatela da parte. Dissossare la coscia e togliete tutti i nervi. Passare la carne nel tritacarne a fori grossi, poi anche la mortadella ed infine la cipolla.

In una ciotola amalgamare il trito con il parmigiano, le spezie ed il prezzemolo quindi lasciate riposare l’impasto per un ora in frigorifero.

Ricostituire le coscie, con la pelle, che avrete pulito dalle eventuali piume, legate con lo spago bianco.

Cuocere in forno, dopo averle rosolate in padella, annaffiate col vino bianco affinché si formi un bel sughetto.

Lasciatele riposare dieci minuti prima di affettarle, servitele con della purea di patate condita con lo stesso sugo deglassato dalla padella.

fregio

8 commenti:

Le pellegrine Artusi ha detto...

Il tempo passa e inevitabilmente porta molti cambiamenti in noi e in tutti quelli che ci circondano. L'ideale sarebbe maturare nello spirito e rimanere invariati nel corpo!!! ahaha Delizioso il tacchino preparato in questo modo, veramente molto appetitoso!

Aiuolik ha detto...

Anche se tra moglie e marito meglio non mettere la Trattoria...come scrivo anche qui, il Danubio è una torta salata, per cui puoi impossessarti dei fornelli, se vuoi ;-) Altrimenti aspetterò buona buona la E.

Ciaooooo!!!!

sergio ha detto...

Le pellegrine Artusi,
Avete perfettamente ragione, purtroppo però la " saggezza" deve essere pagata in moneta sonante cioè con gli anni della nostra vita. E non viene mai concesso il resto.

Aiuolik, mi hai preso in castagna. Nella mia sbiadita memoria faceva capolino un doce Ungherese. Chissà perchè

un abbraccio

sergio

Kiara ha detto...

Concordo con le Pellegrine... magari fosse così!!! ;-D Purtroppo però la vita non fa sconti a nessuno!
Questo fusello di tacchino m'acchiappa proprio! Dev'essere buonissimo... la foto attira... un abbraccio!

graziella ha detto...

Ecco! Io sarei una di quelle che riavvolgerebbe volentieri il nastro e lascerebbe il tasto "pause" all'infinito!!!
Però mi rendo conto che non si può fare e allora non ci resta che viverci tutto quello che ci toccherà con quanta più serenità possibile!
Magari facendoci coccolare da un piattino come il tuo!!!

Elena ha detto...

Caro Sergio, e se l'idea che resta infine
fosse: cerca di volgere sempre in bene
quello che vivendo accade evolve muta intorno?
Lasciare andare le "cose", tenerci l'essenza,
noi stessi (nel bene). Difficilino nè...
grazie, ora verrò spesso a trovarti che mi fa bene!
Elena

sergio ha detto...

Kiara, verissimo niente sconti per nessuno. Ma ci regala attimi indimenticabili.

Graziella, mi fai stare bene, la tua ironia è un balsamo salutare.

Elena, Non è difficile, ma purtroppo certe cose si capiscono quando la vita ha lasciato profonde ciccatrici.

grazie per le vostre parole.

Un abbraccio (ristrutturato).

Günther ha detto...

è unico modo in cui riuscirei a mangiare il tacchino :-)