27 marzo 2011

Torta Danubio

 

Torta Danubio 1

Sono un conformista inconsapevole. Un lato del carattere che mi era sempre sfuggito, fino all’arrivo della torta cosiddetta Danubio. Bisogna sempre incominciare dall’inizio, non come quei film che spaziano nel tempo come delle fiere in gabbia, alla fine non si capisce niente e si rimane con degli interrogativi dei quali vorremmo farne a meno.

Il conformista quando visita un paese che non è il suo, cerca sempre  adeguarsi ai modi, ai costumi e alle usanze del posto, ma… sotto la cenere la brace cova, e basta un refolo di vento per attizzarne la scintilla. Il paragone con l’amata patria natia, parte di botto. Ed ecco, che il caffè come da noi non lo sa fare nessuno. La pasta è sempre troppo cotta. Non parliamo poi della pizza, che fuori dall’Italia è sempre immangiabile.

Qualche volta, il conformista, azzarda qualcosa che appartiene alla tradizione locale, ma naturalmente è sempre pronto a scoccare la frecciata nazional  popolare: famosissima quella del prosciutto di Parma  in competizione con la carne di renna essiccata..

Anche il conformista con laurea a honorem qualche volta  abbassa la guardia, figuratevi allora quello inconsapevole cosa può fare per complicarsi la vita, se non entrare in un ristorante Ungherese di una città Austriaca. Naturalmente il menù scritto con quei bei caratteri gotici del tardo medioevo  della lingua originale del luogo e senza traduzione a lato, metterebbe a dura prova chiunque. Figuratevi un conformista che immagina la scrittura universale esclusivamente con caratteri Arial corpo dieci possibilmente su fondo rosa come la Gazzetta dello Sport.

Ordinare a caso, fingendo di aver bene in mente quello che si è ordinato: questo è il motto per non farci scoprire, e il conformista non vuole farsi prendere in castagna da un cameriere Ucraino di un ristorante Ungherese in città Austriaca. In questo ristorante manca in tavola il cestino con il pane, ed ora che nei ristoranti non si può fumare, come si può resistere all’attesa senza sbocconcellare qualcosa, che so’… un grissino stirato, una fetta di focaccia, un crostino di puro semplicissimo pane.

Questa volta al conformista è andata bene, i piatti che il cameriere porta hanno un bellissimo aspetto. A prima vista sembrerebbe un misto di carni di maiale ben assortite con varie salsine al seguito e per accompagnamento delle grosse  patate fumanti appena tolte dal fuoco. Il conformista a questo punto esce allo scoperto e manifesta il suo disappunto: senza pane non se ne fa niente. Dopo una trattativa lunga e difficile il cameriere porta l’agognato cesto con il pane.

Morbido sotto ai denti, un sapore di burro che scioglie i languori assopiti dalla recente disputa, e di tanto in tanto un pezzettino più croccante e più sapido contrasta il sapore dominante vagamente dolciastro. Il conformista abbandona, per il momento, il suo conformismo e si abbandona a quella bontà.

Alla fine, il conformista, capisce che se voleva che il conto alla fine fosse più abbordabile doveva adeguarsi alle abitudini del posto  accompagnando la pietanza con le patate, come del resto da quelle parti fanno tutti.

 


Torta Danubio ( un dolce non dolce)

L’abbecedario dei dodici mesi, onora la lettera D con la torta Danubio, subito ho pensato alla pasticceria Demel e alle torte multistrato in bella mostra nelle sue vetrine. Poi, da bravo conformista, sono stato colto in fallo dalla mia carissima amica la quale mi ha ricordato che la torta Danubio è una torta salata. Confesso, che non conoscevo questa preparazione perciò mi sono affidato alla prima ricetta che mi è capitata sottomano, ho sostituito solo il salame con lo spek e i semini di papavero con quelli di nigella ma per tutto il resto  ho rispettato la ricetta originale che voi certamente sapete meglio di me.

fregio

9 commenti:

Aiuolik ha detto...

Finalmente ho il tempo di leggerti!

Premessa: non sono conformista o forse sì...non so mi sono un po' persa... Non mangio pasta e pizza se non in Italia per cui niente paragoni quando vado fuori (e il caffè, chiederai, quello non lo bevo neanche qua!). Non sono nazionalista da dire che il prosciutto è solo quello di Parma e, anzi, assaggio qualsiasi cosa ci sia sul menù senza neanche chiedere che cosa sia (questo però tu lo classifichi come conformista...). Quindi, non so, fai un po' tu...ma se vieni da queste parti ti faccio assaggiare solo prodotti locali :-)

Detto questo, grazieeeee per la tua Danubio...ma alla fine ti è anche piaciuta? E la moglie, che dice? Mmmm mi hai lasciato un po' di dubbi, ora però aggiorno l'elenco dei partecipanti e poi vado a dormire, che domani si lavora!

Ciaooooo

sergio ha detto...

Carissima,

Ti ricordi quando ti ho detto che una torta deve essere per forza un dolce?

Quello era un comportamento conformista, però inconsapevole!

Tante volte il comportamento che ho cercato di descrivere, nasconde solo insicurezza.

ciao


sergio

sergio ha detto...

Opps! dimenticavo.

La torta che vedi in foto, è servita per festeggiare il compleanno di Laura, la quale è rimasta soddisfatta. E questo grazie anche a te.


un abbraccio

sergio

dolcipensieri ha detto...

fantastica torta e tu sicuramente sei un personaggio!!!

Aiuolik ha detto...

Allora tanti auguri a Laura!!!

PS C'è tutto un capitolo dell'arte culinaria sulle torte salate...ma avremo modo di sperimentare qualcosa alla Q, se nel mentre non mi avrai abbandonato :-)

Edith Pilaff ha detto...

Ciao,ho visto che sei passato da me ed ora siono qui a curiosare...
Complimenti!
Carinissima la poesiola sulla cazzoela.
A presto!

Elisabetta ha detto...

che meraviglia! Me ne mangerei volentieri una bella fettazza ora!

Silvia ha detto...

ciao Sergio, allora il blog esiste dal 2008 sono calabrese....carina la tua idea dell'elenco dei blog...

Aiuolik ha detto...

La pagina della D è stata aggiornata: http://abcincucina.blogspot.com/2011/03/d-come-danubio.html.

Grazie ancora per aver partecipato!