12 aprile 2011

Petto d’anatra

 

Petto-d'anatra

 

«Rosa fresca aulentis[s]ima ch’apari inver’ la state,
le donne ti disiano, pulzell’ e maritate:
tràgemi d’este focora, se t’este a bolontate;
  per te non ajo abento notte e dia,  penzando pur di voi, madonna mia».

 

Quest’oggi, mi rimbombano nella mente questi versi. Non c’e modo di scacciarli. Che sia questa primavera in anticipo che mette in subbuglio il cervello? Oppure, sono semplicemente ricordi, che lottano tra loro in un cervello oramai troppo affollato e cercano di riemergere per farsi notare di nuovo.

Questa poesia non è una di quelle che s’imparano a memoria nei primi anni della scuola pubblica, e nemmeno una delle solite che tutti sanno a memoria. A dire il vero, il suo autore (Cielo d’Alcamo) non è molto famoso e nelle scuole sicuramente non si insegna. Forse nei licei classici o in qualche facoltà di lettere, ma nelle scuole che ho frequentato io la Poesia non era tra le materie di punta.

Rimane il fatto che questa poesia, perlomeno nei suoi primi versi, mi è familiare. Sarebbe bello poter interrogare google, oppure wikipedia per farmi dire dove ho dimenticato le chiavi dell’automobile, oppure dove si è andato a cacciare quel libro che sto cercando da mesi, ma la tecnologia non è ancora arrivata a questi livelli. Speriamo in un futuro prossimo, forse inventeranno qualche diavoleria che, impiantata nel cervello possa essere d’ausilio alla mia memoria ballerina.

 


Roselline di petto d’anatra marinate

Acquistate un petto d’anatra, fate delle profonde incisioni dalla parte della pelle e cuocetelo sui carboni ardenti per pochi minuti, prima dalla parte della pelle e poi dall’altra. Avvolgetelo nella carta argentata, dopo averlo salato con sale aromatico e dimenticatelo in frigorifero fino al giorno seguente.

Preparare una marinata, con olio buono, sale e succo di limone di Sorrento. Grattugiate anche un pochino di buccia di limone a vostro gusto, e del pepe nero tritato dal mulinello.

Tagliate di traverso delle fettine di petto d’anatra e metterle a marinare per un giorno intero, sempre in frigorifero.

Servire con parte della marinata ed aggiungete qualche granello di pepe rosa.

 

rosa 


4 commenti:

Alessia (Ale) ha detto...

Interessante ricetta. la servo fredda, come un carpaccio?
grazie
ciao
Ale

Aiuolik ha detto...

Pur avendo fatto il classico sia la poesia che l'autore mi sono sconosciuti. Ora, magari la mia prof di lettere potrebbe inseguirmi con il mattarello in mano, ma sono quasi sicura che non l'abbiamo mai studiata.

PS Ripensandoci magari non ti importava niente di sapere se io la conoscessi oppure no :-)

sergio ha detto...

Alessia,
Va proprio servita appena tolta dal frigorifero, un bellissimo antipasto
per chi piace il sapore dell'anatra.

Aiuolik,

Come sai è tutto un gioco, la poesia e stata scritta da un Giullare, è stato anche un cavallo di battaglia di Dario Fo. Un pezzo di teatro indimenticabile.
Dunque direi che è roba da Guitti, gente ai margini della società "civile", ed io ai margini ci sto bene.

Un abbraccio.

sergio

Corsaro ha detto...

Bravo Sergio! Si parla sempre troppo poco di anatra e di oca. Esselodicoio!