26 maggio 2011

Der Teufel

 

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Il Grand Tour, era un’usanza che incominciò a partire dal XVII secolo, portava in Italia il meglio dell’aristocrazia europea. Era un percorso di conoscenza che doveva servire a modellare il carattereri di questi giovani rampolli, figli di ricche famiglie. Arrivavano in Italia da svariate nazioni: Inghilterra, Francia e Germania. Apprendevano, sopratutto, l’arte del nostro paese, ma anche il modo di vivere e con esso l’alimentazione che anche a quei tempi, era considerata quasi al pari di quella francese.

Una delle porte che l’Italia apriva verso il resto del continente, percorreva il Lago di Como (la via Regina) ed arrivava a Milano, prima tappa del Grand Tour. Alcuni di questi viaggiatori, colpiti dalle bellezze di queste zone erano soliti fermarsi qualche giorno per acclimatarsi al nostro clima e alle nostre usanze.

Sthendhal, dopo aver percorso il suo Grand Tour nel 1817, scrive a Parigi il suo Rome, Naples et Florence, non può fare a meno di ricadere nel suo argomento preferito che gli ricorda “ la fleur de sa vie”, la sua giovinezza. Alcuni anni  dopo ritorna, e si afretta a fare un lungo giro in Brianza, nella scia dei suoi ricordi estetici, amorosi e gastronomici.

E’ un viaggio che porta un nome preciso, scritto per metà in italiano, di Voyage dans la Brianza in appendice a Voyage d’Italie. Racconta, ad un certo punto,di una curiosa esperienza  fatta da alcuni viaggiatori tedeschi. Vedendo, al mattino presto, signorotti del luogo che andavano a spasso per le brughiere, in compagnia di un grosso maiale tenuto al guinzaglio, non poterono far a meno di domandarsi il perchè di questa strana usanza. E questi, placidamente, rispondevano che andavano in cerca di tartufi.

L’assonanza con la parola tedesca “der teufel”(il diavolo) era così simile, per loro non ancora abituati alla nostra ligua da condurre all’inganno, che poi raccontavano una volta tornati in patria. Descrivevano allora questa strana usanza praticata dalle nostre parti, la quale conduceva i nostri giovani a girare per i boschi in compagnia di un maiale alla ricerca del diavolo.

Dalle nostre parti i tartufi un tempo abbondanti, sono scomparsi, già nel 1802 Giovanbattista Giovio scrive all’abate Bettinelli: “…se adesso i tartufi non si trovano come avveniva qualche decennio fa, è soltanto perchè non si cercano più, in quanto si è persa l’arte di allevare i cani da tartufo.”. O forse come riferisce un’ antica credenza Brianzola i nostri giovani non escono più a far due capriole sotto lo scrosciare dei primi temporali primaverili nella sicurezza di trovare poi abbondanza di funghi e tartufi.


Risotto con tartufo e quartirolo

Risotto-con-tartufo

Ingredienti

Preparazione

Riso per risotti
Tartufo estivo (scorzone) 150 grammi
Brodo di pollo
Cipolla
Burro ( per il sofritto e mantecatura)
Vino bianco
Formaggio quartirolo
Sale
Pepe

Far soffriggere la cipolla nel burro, aggiungere la quantità di riso (200 gr. per tre persone) e far tostare qualche minuto e sfumare con un bicchiere di vino bianco. Incominciare ad aggiungere il brodo, e dopo qualche minuto aggiungere i tartufi sottilmente affettati e continuare la cottura per il tempo previsto.
Alla fine mantecare con il quartirolo e il restante burro. Lasciate riposare qualche minuto prima di portare in tavola.


Buon appetito.

9 commenti:

Stefania ha detto...

il risotto è squisito e la storia gli rende onore. Mi piace di te che sai capire che l'arte culinaria consiste non solo nel prendere gli ingredienti e fare un bel piatto, ma soprattutto è il conoscere la storia di ciò che si usa. un abbraccio

Rosetta ha detto...

Bellissima storia, mi piacciono sempre queste chicche.
... Che dirti del risotto ? sono le 21,53 ... mi è tornata la fameeee !!!
Mandi

Deborah ha detto...

Come sempre...storia interessante ( certo che dovevano pur capire che andare a caccia del diavolo con un maiale...era alquanto ...inverosimile! )e la ricetta sublime! Un abbraccio.

sergio ha detto...

Stefania,
Cncordo pienamente. Il blog, prima che per i gentili lettori, si fa per noi stessi. Una sorta di diario da poter rileggere. Non deve essere, a mio avviso, una raccolta di ricette ben eseguite, ma momenti di vita da riasaporare. Se poi qualcun altro condivide le nostre stesse idee, vuol dire che siamo sulla strada giusta.

Rosetta carissima,
La storia è comica, chissà se poi veniva messa in pratica davvero per cercare diavoli ed altre divinità?

Deborah,
Pensa che la ricetta è originale Brianzola. Il sapore è sublime, ricorda il bosco dopo un temporale estivo. Il quartirolo dona un tocco di acidità meraviglioso. Da rifare (tartufi permettendo).

A presto

sergio

SingerFood e Chiccherie ha detto...

Ciao Sergio,
siam capitati per caso sul tuo blog e nonostante l'ora inappropiata questo risotto ci ha fatto venir voglia di tartufo! La storia non la conoscevamo, un dettaglio in più per gustarlo con consapevolezza!
Buon week end
Francesca & Pietro, neo foodblogger di SingerFood & Chiccherie

http://singerfood.blogspot.com/

sergio ha detto...

Carissimi Francesca e Piero,

Che bello vedere una coppia di persone giovani che condividono la stessa passione.
Mi fa ritornare indietro nel tempo, quando anch'io ho vissuto la stessa esperienza vostra. Dopo quarant'anni la stò vivendo ancora con la stessa intensità. Vi auguro ogni felicità.

Naturalmente inserisco il vostro Blog nella mia lista personale.

a presto.

I VIAGGI DEL GOLOSO ha detto...

Ciao siamo i viaggiatori golosi e il nostro blog è nato il 12 maggio 2010 viviamo a Genova ...
Ps ottimo questo risotto ...
Un saluto dai viaggiatori golosi ...

garlutti ha detto...

Ciao dalla Spagna VIGO ... Ho trovato la vostra cucina e adoro le ricette di riso ... .. buenisima seguire voi e vi invitano a condividere le mie ricette e blog .. saluti MARIMI

sississima ha detto...

questo risotto si che mi fa impazzire...di bontà! CIAO SILVIA (mi sono anche unita ai tuoi lettori fissi)