20 giugno 2011

L’assedio

 

 

Tiletto

Poche cose, indispensabili, da avere con se in quei giorni oltre al coraggio per vivere in una città assediata dal nemico. Il Piccuolo per attingere l’acqua dalle fontane e, soprattutto per il vino, che dava la forza, quando il suono dei tamburi si faceva sempre più incalzante. Qualche Testone, da nascondere con cura nella sacchetta di cuoio ben allacciata al cinturone. E per proteggere gli averi, ma in particolar modo la propria pelle, un arma da fuoco o da taglio. Il Tiletto, per gli incauti forestieri che si trovavano a passare per quegli sventurati luoghi, dimostrava che essi non fossero nemici, ed evitava loro di finire nelle prigioni o essere sottoposti all’infamante supplizio della gogna. Inoltre, se l’aspetto del forestiero, fosse troppo provato dal viaggio, egli doveva avere con se la Bulletta di Sanità che il cerusico locale rilasciava dopo un’accurata visita.

Duca-di-Nevers

Nel pomeriggio, dopo le prime dimostrazioni di forza dello schieramento nemico, si giunge a trattativa. Il Duca di Nevérs al seguito di un’avanguardia delle sue truppe si incontra con la rappresentanza dell’esercito assediato comandata dal colonnello Taffini.

Taffini

Per il colonnello Taffini, le richieste del duca di Nevèrs sono insostenibili ed egli con il beneplacito di tutta la popolazione, sdegnosamente rifiuta la resa. I nemici dovranno fare a meno dei quaranta vitelli, delle botti di vino moscatello e degli innumerevoli metri di salsiccia richiesti. Le minacce che seguono a questo diniego sono terribili. Ciò che non sarà ottenuto con la trattativa, sarà conquistato con le armi. I palazzi saranno rasi al suolo, tutti gli averi della popolazione passeranno nelle tasche del nemico, e le donne (solo le più belle) saranno preda della soldataglia nemica.

Ancora una volta il colonnello Taffini sdegnosamente e con sprezzo del pericolo, non cede alle minacce di Nevèrs e con un accorato appello al coraggio dei cittadini e dei suoi soldati annuncia a tutta la popolazione, l’inizio dell’assedio.  In lontananza si ode il rullio dei tamburi e il tuonare delle bocche da fuoco, nuvole dense di fumo acre si alzano dalla pianura sino a coprire la luce del tramonto

La-trattativa

Le-truppe

L’esercito occupa le postazioni più importanti, le porte della città sono chiuse e presidiate dai soldati. E’ l’inizio della prima notte d’assedio. Nelle locande è consumata la cena degli assediati, cercando di ottimizzare le derrate in vista di un isolamento che poteva durare ancora per molti giorni. La stessa notte i nemici riescono a penetrare le fortificazioni e incendiare il castello, ma con l’aiuto della popolazione il pauroso incendio viene domato e le truppe nemiche sono respinte nei loro acquartieramenti.

Tamburi

Alla mattina del giorno che segue, l’attività delle truppe nemiche si fa sempre più intensa. I nemici si schierano alle porte della città, il Duca preceduto dal rullo dei tamburi ispeziona le sue truppe. Ma un ultimo disperato tentativo di assalto al castello viene respinto e alle truppe nemiche non resta che assestarsi nei campi vicini in attesa dell’ultimo assalto finale.

Con l’aiuto di tutta la popolazione viene respinto anche l’ultimo tentativo del nemico che soccombe lasciando sui campi morti e feriti. La battaglia è vinta, viene dichiarata la fine dell’assedio. I festeggiamenti della vittoria possono avere inizio. Il paese si riempie di gente festante, le locande riaprono le porte. La festa continua per molti giorni.

 

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L’assedio di Canelli. Rievocazione storica 1613

18-19 Giugno 2011

6 commenti:

Stefania ha detto...

Non conoscevo que sta storia, nè la rievocazione storica. E' bello quando si ricorda in questo modo il passato e una cittadina va fiera della propria storia.Credo che sono state due giornate in cui si avvertiva uno spirito diverso per le vie. Un abbraccio caro Sergio e grazie per il tuo reportage

Deborah ha detto...

Che spettacolo! Io amo queste rievocazioni, sono sempre molto suggestive. Io sono sempre andata a vedere il palio di Noale ,molto più semplice ma comunque sempre coinvolgente. Aspettavo sempre con ansia l'incendio alla torre che lasciava sempre tutti senza fiato! Purtroppo quest'anno non sono andata per il mio bimbo piccolino ma dal prossimo...si ricomincia :-)
Bravo Sergio, mi ha fatto piacere leggerti, come sempre :-)
A presto

sergio ha detto...

Carissima Stefania e Deborah.

Le rievocazioni storiche quando sono fatte bene, sono come un viaggio nel tempo. I grandi diventano fanciulli, i fanciulli si sentono più grandi. La festa coinvolge immensamente e di notte si sognano dame e cavalieri.

Naturalmente questo post è solo l'inizio, seguirà la desrizione dettagliata del mangiare e del bere, che in queste occasioni la fanno sempre da padroni.

Un abbraccio (rinascimentale)

sergio

antonella ha detto...

GRAZIE PER I TUOI COMPLIMENTI, E' QUELLO CHE VORREI FAR PERCEPIRE NELLA CASETTA DI CIOCCOLATO, UN MISTO TRA FAVOLA E GIARDINO FATATO .
VORREI CHE IL VISITATORE ABBIA LA STESSA IMPRESSIONE CHE HANNO AVUTO HANSEL E GRETEL VEDENDO LA CASETTA DI CIOCCOLATO. SEI UN POETA.
BUONA GIORNATA

sississima ha detto...

Non conosco questa rievocazione in particolare, ma quella che fanno a Carpineto Romano (RM) dove è cresciuto il mio compagno, in agosto fanno il PALLIO con 300 figurante in maschera d'epoca e cavalli, e gara finale dei cavalli...ebbene io per alcuni anni ho partecipato vestita da brigantessa...in pieno agosto con la gonna di velluto, poi immaginare...mi ha spinto la gran voglia di partecipare, di rendermi utili, di tornare, per uno giorno, indietro nel tempo...CIAO SILVIA

sergio ha detto...

Antonella carissima,

Avevo in mente la casetta di cioccolato delle fiabe, ma confondevo i personaggi. Chissà perchè pensavo a Pollicino (quello delle briciole). Vorrà dire che ospiterai anche lui nella tua casetta.

Silvia cara.

La macchina del tempo! Che bella, esiste davvero. E' la nostra fantasia, dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili per tenerla in allenamento. Queste manifestazioni aiutano.

a presto

sergio