02 settembre 2011

Hopotòm




SETTEMBRE ARCORESE 2011
LA FORZA DEI DEBOLI
Gli fu detto: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ecco il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto
Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu una sottile voce di silenzio
I Re 9,11-13 (traduzione letterale)
Siamo abituati a pensare che “forza” sia sinonimo di muscoli, urla, forse anche armi. Ma esiste una forza dei deboli che è fatta di gesti, di musica, di arte, di teatro, di silenzi. È la forza di chi vive la vita con passo leggero, di chi sa esser chiaro senza alzare la voce, di chi conosce la potenza della carezza e dell’ascolto. La forza di chi sa piegarsi sull’altro che soffre, asciugare una lacrima, ascoltare un dolore. La forza del volontariato, della vera cultura, del servizio sociale
Da quest’anno il Settembre Arcorese ha un tema; ogni anno, le proposte culturali che compongono questa manifestazione che ci accoglie al ritorno dalle vacanze saranno legate da un argomento comune in modo da avere una maggiore coerenza e compattezza. Il Settembre è anche un momento di visibilità e di rivalutazione delle realtà che sul nostro territorio “fanno cultura” e che sono state chiamate quest’anno a regalarci un’idea, un progetto, una proposta, reagendo in modo entusiasta. L’idea di fondo è quella dello sviluppo di comunità: la cultura, anzi le culture, sono già presenti nelle comunità arcoresi, basta pensare a un’operazione di sollecitazione e di regia per aiutarle a emergere. Un Settembre che sarà sempre più interculturale e sempre più colorato, dunque, a partire dai temi che saranno di volta in volta proposti.
Quest’anno il tema scelto è la forza dei deboli: una scelta che indica una volontà precisa di privilegiare e sostenere tutte le realtà che in qualche modo si confrontano con la debolezza. Anzitutto chi lavora con e per i deboli (i migranti, gli animali maltrattati, i bambini, l’aiuto alla vita, la beneficenza) e chi racconta le storie dei deboli (la lotta di Artemisia Gentileschi per un’arte al femminile, il mondo dei poveri narrato da Manzoni, le storie dei migranti e la loro Università); fino a chi propone gesti deboli (le bolle di sapone, la biciclettata, i dilettanti in gara, la donazione di sangue) e linguaggi deboli (il jazz, i cori, il teatro, la musica giovanile, la canzone italiana); il tutto in coerenza sia con le manifestazioni della Fiera di S. Eustorgio (le proposte di giochi inattuali, antichi, deboli, come il tiro alla fune, la corsa nei sacchi, la corsa con i mastelli; l’idea stessa della Fiera come partecipazione popolare attorno a simboli semplici e tradizionali), sia con Volontariamo, che mai come quest’anno si caratterizza come ideale conclusione del Settembre, con la proposta delle Sette note del volontariato, attività gratuita in un mondo in cui a tutto si dà un prezzo. Troverete in questo opuscolo, accanto ad alcune manifestazioni, citazioni poetiche o letterarie che esplicitano il raccordo con il tema generale.
“Settembre è il mese del ripensamento” cantava Francesco Guccini anni fa. Il Settembre arcorese è un mese di gioco, musica e riflessione, che incornicia la Fiera di S. Eustorgio e ci porta a Volontariamo. Speriamo che nel sapore delle prime caldarroste e nei colori delle foglie che iniziano a parlarci della fine della stagione estiva, sia possibile una debole riflessione sulla necessità, in un mondo di urla e rumori, di una “sottile voce di silenzio”. Come quella che tutti coloro che hanno collaborato a questa edizione del Settembre hanno, umilmente ma tenacemente, contribuito
L’Assessore alla Cultura
Raffaele Mantegazza